La storia di Mario Luzzato Fegiz

La storia di Mario Luzzato Fegiz

Io ho un nipote, figlio di mio figlio Paolo, nato a Cambridge (GB) il 1. giugno di 4 anni fa e cresciuto a Santa Barbara in California. Sa a memoria “Aveva un gatto nero” e così la sta insegnando ai suoi compagni d’asilo. La canzone è un vero capolavoro. Markus capisce l’italiano perchè nella nostra lingua vede i cartoni di Peppa Pig.

Per anni mi sono occupato dello Zecchino d’Oro, sia come critico e inviato del Corriere, sia come membro della commissione selezionatrice diretta per anni da Mariele Ventre soave nei modi e dura nella sostanza. Mariele aveva una bellezza virginale e un fascino speciale. Durante del dirette tv, visto che i bambini guardavano solo e sempre verso di lei, lei si spostava di corsa a ridosso della telecamera. Una maratona che avrebbe spossato chiunque,ma non Mariele che aveva un carburante speciale: lo spirito santo.

Io allora non avevo ritrovato la Fede. Ma c’era una ragione per cui amavo andare all’antoniano sia come giurato che come critico musicale del Corriere: padre Berardo. Come ti dava una carezza sentivi passare tutti i dolori fisici e morali. Allora avevo una situazione familiare drammatica con la madre di mio figlio con gravi problemi psichici.  Portai mio figlio all’Antoniano. Gli dettero l’incarico di spiegare il regolamento.Lo fece con chiarezza. E quella sera tornammo a casa orgogliosi e felici.

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