La storia di Angelo La Mantia

La storia di Angelo La Mantia

 

Mi ricordo da ragazzino quanto si aspettasse di vedere e sentire “Lo Zecchino d’oro”. Il mago Zurlì con Richetto e il grande Topo Gigio con le sue battute e con il “cosa mi dici mai”.
Un tormentone che ancora adesso fa sorridere. Era una tv in bianco e nero e tutto assumeva contorni poetici. Ancora adesso dopo tantissimi anni ci si ricorda del passerotto col fiocco rosso che ruba un bottone al bambino per regalarlo al suo amore lontano lasciando il piccolo con la giacca rotta. Non dimentichiamo nemmeno la preghiera di un altro bimbo che vergognandosi della mancanza dei denti davanti vorrebbe un miracolo dal bambino Gesù che potesse farli crescere in fretta. Ancora il fascino dell’avventura raccontato dai “tre corsari” che scorrazzavano per i 7 mari….Erano gli anni in cui si passava dalla scuola elementare alle scuole medie con un carico di responsabilità dovuta alle tante materie che dovevamo affrontare con professori diversi. L’autonomia sempre più grande, in quanto si doveva prendere un autobus e raggiungere la scuola che si trovava lontana da casa. Il terrore dell’insegnante di matematica, che alzava da terra i ragazzini disattenti per le orecchie. Cose che adesso, non ci si sognerebbe neppure, se non rischiando una bella denuncia da parte dei genitori. Il ricordo delle raccomandazioni di mia madre, riguardo gli eventuali rimproveri degli insegnanti(si veni chiancennu….ti rugnu ‘u restu(se torni a casa piangendo perché sei stato rimproverato…io ti do il resto delle botte). I professori avevano sempre ragione…Le prime cotte per le compagne dell’altra classe dato che in aula eravamo solo maschi e la scoperta del sesso dai giornalini che i più intraprendenti portavano di nascosto in aula. Sembra quasi si sia perso il concetto di rispetto per chi aveva ed ha tutt’ora un ruolo di educatore. Adesso sono così lontani questi ricordi che sembrano quasi appartenere a qualcun altro. Ci siamo davvero così tanto allontanati da certi valori che ci hanno accompagnato negli anni? Ci ritroviamo in un mondo così cambiato da avere smarrito anche il senso della misura. Immagino che il tempo passato assuma sempre contorni di mito ma non saprei dire se oggi è sicuramente meglio di 50 anni fa. I ricordi si mescolano agli odori, ai sapori e alle musiche che accompagnano ognuno di noi verso il proprio futuro, con la consapevolezza che tutto è trascorso, e che indietro non si può più tornare.
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