Dissi a mia mamma “allora ci trasferiamo!

Dissi a mia mamma “allora ci trasferiamo!

Ho fatto tante audizioni per lo zecchino, ma non sono mai stata presa. Il mio sogno di bambina cominciò quando avevo tre anni. Per il mio compleanno mi regalarono un 45 giri (non so nemmeno se comprato o venuto da chissà dove). In copertina il Piccolo Coro con i bimbi che cantavano. Fu amore a prima vista, io volevo entrare nel Coro. Mia mamma mi diceva che era impossibile: io, bimba fiorentina, non sarei mai potuta entrare in un coro dove, per accedervi occorreva la residenza a Bologna. Ricordo (e ricordo ancora il suo sguardo, credo che fu in quel preciso istante che capì di avere una figlia matta da legare) che dissi a mia mamma “allora ci trasferiamo!”. Archiviata l’opzione trasferimento rimaneva lo Zecchino, l’importante era fare quell’esperienza e essere diretta da Mariele, così seria, composta, severa quando serviva ma di una dolcezza unica. Non ci sono riuscita, ma porterò sempre nel cuore quella signora piccola e gentile, con i suoi capelli bianchi, la sua voce dolce e il fare garbato. Manca Signorina Mariele. Tanto.

Fulvia Petrucci

 

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