La storia di Valter Brugiolo

La storia di Valter Brugiolo

Ciao amici, sono Valter Brugiolo ho cantato all’età di quasi 6 anni al 9° Zecchino d’Oro nel 1967. Potevo non scrivere una riflessione su ciò quest’anno che festeggio (in senso artistico) le nozze d’oro con Popoff?

Sì sono io che 50 anni fa con un caschetto biondo, il viso imbronciato e vestito da cosacco ho cantato e vinto la nona edizione dello Zecchino d’Oro. Da quel momento Popoff mi ha marchiato piacevolente come un tatuaggio per tutta la vita.

Sono approdato all’Antoniano di Bologna in modo strano: nel 1966 un’amica di famiglia sentendomi cantare come chierichetto nella chiesa del mio paese natio, San Venanzio di Galliera in provincia di Bologna, chiese ai miei genitori se poteva portarmi alle selezioni dello Zecchino d’Oro. I miei le risposero che siccome avevano un mulino da portare avanti tempo non ne avevano ma se questa amica ci teneva poteva farlo. A qualche giorno dalle selezioni mi ammalai di morbillo e tutto saltò. Quell’anno lo Zecchino d’Oro fu vinto dalla canzone I Fratelli del Far West che a me piaceva moltissimo perché giocavo spesso a fare il cow boy.

L’anno successivo questa amica di famiglia tornò alla carica e dopo l’avvallo dei miei genitori approdai alle selezioni dello Zecchino d’Oro che si tenevano nel cinema teatro dell’Antoniano di Bologna. Per l’occasione avevo preparato due brani: I Fratelli del Far West (ovviamente per i motivi sopra menzionzati) e Caccia al tesoro.

Quello che è seguito io non lo so ma si vede che la giuria ha pensato che forse potevo essere l’interprete più adatto per cantare una canzone arrivata in extremis dal titolo Popoff e così fu.

Ho rischiato di non cantare allo Zecchino d’Oro perché non volevo imparare la canzone e Padre Berardo disse a mia madre: “Se non vuole imparare la canzone lo cambiamo immediatamente!”

Ma prima la pazienza di Mariele e poi quella di mia mamma e dei miei fratelli più grandi ovviarono a questa possibilità.

Poi come andò a finire tutti lo sapete. Per me fu come esplorare un mondo fantastico con nuovi amici con cui giocare e poi microfoni, luci, telecamere, orchestre, sale di incisione. C’era persino un mago (Zurlì) e un bambinone che non voleva mai studiare: Richetto. L’unica cosa che non avevo capito è perché avesse vinto la mia canzone quando la più bella era E ciunfete nel pozzo.

La cosa più importante però fu quella di aver conosciuto tante persone dell’Antoniano ed in particolare modo Mariele, Padre Berardo Rossi e la Pia Pasquali, così importanti per il seguito della mia vita e della mia famiglia di allora e di oggi.

Aver vinto lo Zecchino d’Oro ed essere entrato in milioni di case d’Italia tramite la televisione in bianco e nero produsse un periodo di forte popolarità per me e di riflesso per la mia famiglia. Nel giro di tre o quattro anni, feci serate in giro per l’Italia, i famosi Caroselli e anche cinque film dei cosiddetti “musicarelli” con importanti cantanti, attori e presentatori.

Una cosa curiosa sui Caroselli è questa: quando era piccolo c’erano due alimenti che mi facevano schif… la banana e i formaggini. Chiaramente i caroselli che interpretai furono quelli per i formaggini Milkana Oro. Ciò non bastasse dopo una settimana arrivò a casa tramite posta uno scatolone con un centinaio di confezioni dei famosi formaggini di allora!! La domanda che in continuazione mi ripetevo era: “Perché non mi hanno fatto fare i caroselli della Nutella???”

Dopo queste attività i miei genitori decisero che quella vita non era adatta ad un bambino di 10 anni e che se volevo fare l’attore o il cantante lo avrei deciso io da grande. Per me solo scuola, gioco e mulino. Sicuramente da parte dei miei genitori una scelta controcorrente perché rinunciavano ad entrate economiche cospicue conoscendo bene il sudore e la fatica per gestire un mulino. Oggi posso dire che sono stati due grandi genitori che per il bene del proprio figlio hanno rinunciato a del facile superfluo. Mi hanno insegnato che ci sono cose più importanti del denaro.

Così la vita di Popoff si è dipanata tra casa, scuola, campo sportivo e mulino finché mi sono sposato con Alessandra e laureato in economia e commercio.

Oggi dopo cinque figli e 27 anni come responsabile dei sistemi informativi ed energetici di una grande cooperativa di costruzioni di Bologna, dirigo una scuola elementare paterna con più di 80 bambini fondata con mia moglie e altre due coppie di genitori ed operante dal 2011. La scuola l’abbiamo intitolata ad una grande donna, insegnante, educatrice e formatrice di bambini: Mariele Ventre.

Le cose da raccontare sarebbero tantissime per es. sull’Antoniano, i frati, il personale e tutte le persone coinvolte per lo Zecchino d’Oro o per le trasmissioni realizzate negli studi televisivi. Dell’importanza che queste persone e quel luogo hanno avuto come punto di riferimento quando ho frequentato le scuole superiori a Bologna e anche dopo. Di esperienze bellissime come il pellegrinaggio con il Piccolo Coro in Terra Santa o ad Assisi.

Delle vacanze estive passate con mia mamma a Montorso vicino a Pavullo (Mo) con Padre Berardo Rossi e i suoi famigliari, Mariele e le tante persone importanti che li venivano a trovare mangiando tigelle, pasta fritta o la minestra di fagioli di mia mamma.

Oggi tra varie attività faccio parte anche della Fondazione Mariele Ventre partecipando alle varie attività che la fondazione organizza in ricordo della famosa direttice del Piccolo Coro, facendo a volte il presentatore, il cantante o il testimonial.

Valter Manifesto promozione donazione organi
Valter Manifesto promozione donazione organi

Durante questi anni Popoff mi ha fatto partecipare a tante trasmissioni televisive e spettacoli musicali. Certo che se dopo cinquant’anni si parla ancora di Popoff forse vuol dire che quel cosacco mi ha reso partecipe di un piccolo segno nel tempo. Capita ancora che qualcuno incontrandomi o conoscendomi mi domandi: “Scusi, ma lei non è quello che da piccolo ha cantato Popoff?”

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