La storia di Silvia Dall’Olio

La storia di Silvia Dall’Olio

Mi chiamo Silvia ma nessuno di coloro che ha frequentato il coro tra il 1978 e il 1985 mi conosce con questo nome. Padre Berardo mi regalò come soprannome “Sofonisba”
( il motivo non l’ho mai capito!). Quando, ancora oggi, incontro i miei ex compagni e sento un “CIAO SOFO” mi si apre il cuore! Avevo 4 anni quando letteralmente costrinsi la mia mamma a portami alle selezioni per entrare a far parte del “piccolo coro dell’Antoniano”. Fui presa da Mariele con riserva, perché ero talmente stonata che non era sicura di riuscire a farmi cantare in maniera decente. Ma la conquistò la mia passione per il canto, per il coro, e la mia solarità di bambina. Fu talmente brava nel suo lavoro, che l’anno successivo mi fece cantare come solista allo Zecchino d’oro in sostituzione di una bambina rumena che non arrivò in Italia. Che fatica quell’acuto che dovevo fare!!!!! Ho trascorso sette anni bellissimi e impegnativi in quel micro mondo e i ricordi sono davvero tanti e meravigliosi. A partire da Liliana che a settembre ci interrogava sui testi delle canzoni da preparare per lo Zecchino. Ricordo il suo abbraccio quando mi prendeva la malinconia della mamma, ricordo il suo “uno” per metterci zitti, il suo sorriso materno.  Ricordo Padre Berardo, sempre pronto ad una parola di affetto nei miei confronti, i suoi modi pacati e colti. Ricordo Aldo, il fotografo, sdraiato sugli spalti del teatro dell’Antoniano. Ricordo Cobellini, il nostro presentatore, che durante un concerto in cui feci da solista per quattro canzoni, a causa di numerose assenze per malattia, mi disse “ ma sei sempre qui?”. Ricordo Augusto Martelli dietro il vetro della sala di registrazione. Ricordo i costumi con cui ci travestivamo per le riprese di Canale 5. Ricordo i viaggi in pullman, con le mamme che giocavano a carte. Ricordo i concerti , dove il momento più bello era cantare “sorridi sorridi”. Ricordo il Belgio, la Spagna, il freddo delle chiese, i concerti al sant’Orsola. Ricordo mio papà che durante le prove mi aspettava in una stanza accanto facendo le parole crociate. Ricordo Mariele …e il suo piano. Mariele, che ci insegnava le canzoni nota per nota. Mariele che difendeva i suoi bambini da ogni tipo di strumentalizzazione ( quanto avrebbe da insegnare alla televisione di oggi!!). Mariele che ci insegnava ad amare solo il canto, non lo stare sul palco e davanti ad una cinepresa. Mariele, che ti dava la “responsabilità” e l’accudimento dei bimbi più piccoli…e che onore era farlo!!!! Mariele tanto severa e tanto dolce. Mariele…
Sette anni bellissimi e insostituibili per me, che mi hanno insegnato che se davvero si vuole fare qualcosa bisogna impegnarsi per poterlo fare. Sette anni di gioia, divertimento, fatica, ma fatica bella!!!!

UN SOLE TUTTO MIO – 1979

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