La storia di Mariarosa Tacchino

La storia di Mariarosa Tacchino

 

Se penso all’Antoniano nella mia vita, contrariamente a tanti, devo registrare l’assenza di un contatto diretto e attivo con Bologna nei miei anni bambini. Per me Antoniano e Zecchino hanno sempre significato
pomeriggi autunnali degli anni 70 ad aspettare che la magia entrasse nella mia casa, magistralmente guidata dalle braccia e dalle mani incoraggianti di Mariele. Il mio ricordo mantiene tutta la freschezza ed il sapore di “un piatto di gnocchi al pesto” che la vicina del piano di sopra ha preparato per me proprio nel pomeriggio di una finale in cui per niente al mondo avrei abbandonato la tv, neanche per un piatto così gustoso…e lei si è vista costretta a portarmi gli gnocchi a casa senza disturbare il mio ascolto.. anni di spensierata giovinezza, tv in bianco e nero, il valzer del moscerino, popoff, il caffè della Peppina.. . tante altre canzoni, sorrisi, bontà.. È da “grande ” che la distanza con Bologna si è fatta prossimità. Quando, morta Mariele (con cui una parte della magia se ne è comunque andata, stemperata anche dall’ età), con Fabrizio, oggi mio marito -che aveva contatti da anni con l’Antoniano, padre Berardo, Lidia dell’ ufficio stampa, la dottoressa Ventre sorella di Mariele, la fondazione a lei intitolata e altri- , pur se adulta, ho visto quel mondo di allora tornare da me.. Posso dire di aver incontrato Topo Gigio, Cino Tortorella, Padre Berardo “da grande”.. e la cosa sorprendente è che i miei occhi ed il cuore erano nuovamente bambini. Ho così sperimentato cosa significa non veder morire mai ciò che ci ha fatto bene. Possiamo compiere lunghi viaggi, intraprendere altre e nuove strade, forse anche non pensare più a ciò che facevamo da piccoli ma ciò che ci ha segnato davvero è pronto a farsi rivedere appena richiamato alla luce. E allora, anche incontrando chi come me muoveva i suoi passi ai raduni o in occasione dello Zecchino, tutto un mondo ha ri-acquistato forma. Sabrina, il cambio gestionale, il personale degli uffici, la fondazione Ventre, tante inaugurazioni ed intitolazioni di piazze, scuole,
i saggi, i pranzi delle nazioni, gli Zecchini… siamo cresciuti, sposati e diventati genitori. Proprio come per me, si vede che era destino che anche Emanuele non potesse godere appieno da bambino del mondo Antoniano : proprio negli anni in cui avrebbe potuto esserci e assistere all’atteso Zecchino dagli studi, in diretta, le scelte produttive hanno escluso la presenza delle famiglie in trasmissione e portato in studio solo bambini più grandi, senza accompagnatori e così, con noi fuori e non essendo parte di un gruppo scuola partecipante, assistere in studio è diventato proibitivo. Sì, un passaggio di fortuna l’ha avuto quando è stato scelto per far parte della giuria del sabato che con l’alzata delle palette decreta la canzone vincitrice… Un momento di coincidenza tra il sogno e la realtà.. perché il vero sogno di ciascuno di noi che ha amato e ama l’Antoniano è partecipare, esserci e non solo restare fuori o a distanza o assistere dal cinema mentre lo spettacolo è in studio.

foto zecchino

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