La storia di Luigi De Maria

La storia di Luigi De Maria

 

Ciao a tutti da Luigi, anzi… “ciao amico! J ”. Il mio primo ricordo dello Zecchino in TV ancora in bianco e nero risale al 1976 quando all’età di 7 anni tifavo per la canzone “Riccardo cuor di Leopardo” ed il mago Zurlì era già andato in pensione.
La mia mamma mi racconta però che quando ero più piccolo, nel cinema teatro della mia città Fossano era venuto per uno spettacolo proprio Cino nelle vesti di mago, al quale anch’io avevo partecipato. Di quella giornata non ho conservato il ricordo, ma evidentemente una qualche magia per me c’è stata, perché non solo la prestigiazione sarebbe poi diventata il mio hobby, ma il mese di novembre avrebbe significato aspettare lo Zecchino e le nuove canzoni che mi venivano registrate con il mangianastri e ricevere poi a Natale i dischi che ancora colleziono.
Scoprii anche che molte canzoni che già conoscevo e si cantavano all’asilo o nei gruppi arrivavano proprio dal repertorio dello Zecchino e del Piccolo Coro… Per tanti anni ho ricevuto a casa il Notiziario dell’Antoniano e così rimanevo aggiornato anche sulle varie iniziative di solidarietà che venivano proposte (Unicef, Mensa, Fiore della Solidarietà …).

Visitare per la prima volta l’Antoniano agli inizi del 2000  è stato come trovarsi, non solo come si potrebbe dire con una strofa di una canzone delle Verdi Note, “con le facce che conosco, anche se io lì (all’epoca) non c’ero”, ma in un ambiente familiare che ti sembra di aver già frequentato e che immaginavo ancora più grande, forse per l’atmosfera che creava la TV.
Ricordo nel tempo i bellissimi concerti del Piccolo Coro ai tempi di Mariele quando più di una volta venne a cantare vicino a me ad esempio a Boves o al Santuario di Vicoforte Mondovì che conservo in una mia registrazione e di recente con Sabrina a Saluzzo e Peveragno. Ho poi partecipato alla grande festa dei 50 anni del Piccolo Coro in Montagnola, seguita dall’altrettanto stupendo concerto serale delle Verdi Note. E il giorno dopo Carla, della quale ho letto proprio oggi le belle parole, mi accolse veramente molto cordialmente. Tramite l’Antoniano ho avuto modo di trovare “una galassia J” di nuovi amici, non solo in Italia ma posso dire sparsi un po’ in tutto il mondo, anche se in gran parte per ora conosciuti soltanto via web!
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Cino Tortorella quando allo Zecchino presentava i bambini del Piccolo Coro, diceva sempre per scherzo che, pur non dimostrandola, avevano l’età della nascita del Coro, per questo ogni anno diventavano più bravi 😉  In un certo senso aveva ragione, perché per me il segreto e la forza dello Zecchino, che lo rende così amato, è quello di rimanere da sempre fedele a se stesso anche se cambiano i volti e cioè essere una “festa” che attraverso la musica unisce le famiglie e le culture portando un messaggio di pace e fratellanza, dove si votano soltanto le canzoni che piacciono ai bambini… e non i bambini! J E così l’indiscutibile bravura del Piccolo Coro, ora grazie a Sabrina, credo sia solo una componente della sua popolarità, proprio per i tanti valori positivi (gioia, speranza, solidarietà …) che rappresenta quando porta le sue canzoni in giro per l’Italia ed il mondo.
Concludo dicendo che sentirsi parte della famiglia allargata dell’Antoniano è davvero molto bello e anche se ti trovi a tanti km da Bologna ogni anno immancabilmente, così come un tifoso farebbe con l’inno della sua squadra del cuore, non puoi non intonare anche tu verso le 5 di pomeriggio “♫ lo zecchino siamo noi!!! ♪” J 😉

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