Dalla Polonia con Elżbieta Jendryczko: una storia che diventa incontro

Dalla Polonia con Elżbieta Jendryczko: una storia che diventa incontro

26/02/26: una data che già a guardarla sembra cercare un equilibrio, con numeri ordinati che sembrano promettere armonia. Una coincidenza come un piccolo segno di buon auspicio per la giornata trascorsa insieme a Elżbieta Jendryczko.

La nostra conoscenza è nata via mail, nel febbraio del 2025. Dal suo primo messaggio trasparivano parole piene di entusiasmo per il libro appena pubblicato In fila per sei col resto di due (Format Edizioni) e per il coro Vecchioni di Mariele:

“Cari Amici!
Mi chiamo Elżbieta, ho 48 anni e sono polacca.
Era da molto tempo che volevo scriverVi e ammetto che la pubblicazione del libro della Signora Francesca “In fila per sei col resto di due” ha costituito per me la spinta per farmi coraggio e contattarVi. Sì, perché quando in internet Vi vedo cantare nel Coro dei Vecchioni di Mariele, mi sento una di Voi. Anche se non ho mai conosciuto personalmente Mariele, mi sento tuttavia stretta con Lei da un’amicizia particolare che dura ormai più di quarant’anni.
Tutto è cominciato negli anni Ottanta, quando il Piccolo Coro dell’Antoniano è diventato famosissimo in quella nazione denominata “l’amatissima Polonia”. Così ho cominciato a seguire il Piccolo Coro e, di conseguenza, a studiare l’italiano. La figura di Mariele diventava sempre più vicina a me e oggi oso scrivere che si tratta di un’amicizia spirituale. Durante i decenni di quest’amicizia ho finito il conservatorio (suono il pianoforte) e, sempre spinta dall’affetto verso Mariele e dal suo esempio, ho conseguito la laurea in filologia italiana a Cracovia – la città dell’indimenticabile concerto del Piccolo Coro dell’Antoniano che ha radunato una folla di polacchi e la cui fotografia si è trovata nella sala prove del Coro.
Da sette anni insegno l’italiano al liceo classico di Ruda Śląska in Polonia. Nel mio lavoro mi sento incoraggiata da Mariele e le canzoni del Piccolo Coro dell’Antoniano continuano ad accompagnarmi lungo il mio percorso professionale. Da un anno, oltre a insegnare l’italiano, sono responsabile anche di un gruppo vocale e strumentale nel mio liceo. Vi confesso che durante uno degli esami che ho dovuto sostenere da insegnante d’italiano mi è stato chiesto da dove venisse quell’amore per gli studenti che si vede in me. Ero commossa perché quel giorno ho potuto raccontare dell’influenza di Mariele per la mia vita. Ho potuto presentare alla commissione la figura di Mariele – l’esempio ineguagliabile di pedagoga, di insegnante, di donna. Mariele è per me un’Amica, accompagna tutto il mio percorso “italiano” di studio e di insegnamento. Sì, mi sento anch’io una corista di Mariele.
Come vorrei un giorno incontrare Voi, Vecchioni di Mariele, per poter ascoltare dal vivo le Vostre testimonianze e, chissà, magari si avvererà il mio sogno di intonare insieme a Voi una canzone.”

Da quel momento sono seguite altre mail, fitte di racconti, curiosità, riflessioni e, tra una risposta e l’altra, la promessa, ripetuta che prima o poi sarebbe venuta a Bologna.

 

Quella promessa ha preso forma proprio il 26/02/26.
Dopo mesi di parole scritte, Elżbieta ha deciso di venire a Bologna per conoscere dal vivo il coro Vecchioni di Mariele e assistere alle prove. Davanti a una scelta così sentita, è stato inevitabile chiederle un’intervista per approfondire la sua storia e la sua passione che la accompagna da una vita.

La giornata è iniziata in hotel, con l’intervista. Un incontro atteso, che ha trasformato un rapporto epistolare in uno scambio di parole ed emozioni. Poi la passeggiata tra le strade di Bologna, sotto i portici, fino all’Antoniano, dove ha potuto assistere alle prove del coro. L’accoglienza dei coristi è stata spontanea e calorosa e anche chi, nei giorni precedenti, aveva detto che probabilmente non sarebbe riuscito a venire, alla fine era lì. Un segno di affetto concreto, il desiderio di non mancare a un momento che sentivamo tutti speciale. C’era curiosità e una sincera felicità per quella visita arrivata da lontano e preparata in cui Elżbieta è stata accolta come una corista dei Vecchioni di Mariele. Durante le prove l’ho vista emozionarsi mentre cantava tutte le canzoni che conosceva ed interpretava con trasporto.

Al termine l’abbiamo festeggiata con un piccolo rinfresco, semplice ma sentito,  un modo per ringraziarla della sua visita e per celebrare un incontro significativo.
Ripensandoci, è stato un incontro che ha dato forma a un dialogo nato tra le righe di una mail e diventato realtà in una data che, forse, aveva già in sé qualcosa di destinato.

 

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