A Campobasso due giorni da ricordare per i Vecchioni di Mariele

A Campobasso due giorni da ricordare per i Vecchioni di Mariele

Ritrovo alle 7:30 davanti alla fontana sprizzante di Piazza Trento Trieste: vivace lei, molto meno noi, ancora assonnati. Si parte con un leggero ritardo, tra parcheggi da trovare e qualche imprevisto. Appello coristi, più o meno ordinato: c’è chi risponde subito e chi lo fa dopo il secondo richiamo. Destinazione Campobasso, ospiti del Comune e dell’Associazione Artisti e Talenti Molisani. Davanti i più tranquilli, in fondo i più casinari, come sempre. Una specie di gironi che ogni tanto si mescolano, tra una chiacchiera e l’altra. Il viaggio è lungo. Dopo le prime dormitine, verso le 11 iniziano le prove in pullman, anche grazie alla pazienza di Rosario, l’autista che ci accompagna dalla nostra prima trasferta. Le canzoni scorrono una dopo l’altra, ma le voci devono ancora scaldarsi.

Sosta in autogrill per pranzo, con qualche domanda sparsa ai coristi.

Viaggio perfetto sulla tabella di marcia e all’arrivo in hotel ci accoglie Michele Falcione, Presidente dell’Associazione Artisti e Talenti Musicali che per mesi ha organizzato questo evento nei minimi dettagli. Con lui nella hall anche il Vicepresidente del Consiglio Comunale di Campobasso, Domenico Esposito che ci regala il libro “I Gonzaga, signori di Campobasso” di Walter Santoro vedendo il nostro arrivo come un segno del destino considerando che il volume mette in luce il filo storico e culturale che unisce Molise, Lombardia ed Emilia-Romagna.

Dopo aver appoggiato le valigie e riempito i corridoi con i nostri schiamazzi giunge in un battibaleno l’orario di spostamento al Teatro Savoia per le prove e successivamente per lo spettacolo serale. Durante il tragitto in pullman Michele ci spiega per filo e per segno tutti i dettagli della serata e i programmi per il giorno successivo con un’esattezza disarmante (motivo per cui era stato messo al corrente del nostro gruppo indisciplinato…).
Il teatro toglie il fiato a tutti per la sua maestosità e dopo aver raggiunto i camerini  inizia la fase più delicata e faticosa, quella delle prove audio. Le voci si scaldano mentre i tecnici collaborano con grande pazienza e dopo vari aggiustamenti di volumi, luci e spostamenti di microfoni, pedane e leggii si riesce ad ottenere l’effetto ideale per il Video-Concerto. Dopodiché la fase d’attesa trascorre  con il cambio divise del coro e rimanendo sospesi in un tempo indefinito.

Prima dello spettacolo, dietro le quinte, incontro rapidamente Giuseppe Lanese, il giornalista che presenta la serata, e gli racconto in breve la storia del coro. Mi anticipa che, poco prima del concerto, mi farà una breve intervista, ma non immagino minimamente ciò che mi aspetta, tantomeno la consegna di un premio così importante.
La serata si apre con la presentazione di Falcione e Lanese, che introducono la festa patronale di San Giorgio e il concerto benefico, destinato a sostenere la Chiesa di S. Antonio Abate di Campobasso e il Progetto Asmir Battista, attraverso l’acquisto di un defibrillatore. Segue la proiezione di un breve video che ripercorre le iniziative realizzate nei quindici anni dell’Associazione Artisti e Talenti Molisani. Al termine, salgono sul palco la sindaca di Campobasso, Marialuisa Forte, e il vicepresidente del Consiglio comunale, Domenico Esposito, per un breve saluto.

E finalmente si canta, diretti da Cinzia Bettini, davanti a un pubblico straordinariamente partecipe, capace di alimentare e amplificare una gioia condivisa. Il concerto scorre veloce e si chiude quasi in un soffio. Subito dopo, Lanese intervista anche la direttrice, dando voce alle emozioni appena vissute.
Poi arriva la foto ricordo finale: lo scatto di gruppo che ferma nel tempo un’altra giornata indimenticabile con la consapevolezza che esistono luoghi impensati, spesso i più lontani, capaci di donare un calore sorprendente.

Dopo lo spettacolo si susseguono ringraziamenti, sorrisi, strette di mano e complimenti: un intreccio spontaneo di gesti e parole che si trasforma in un autentico scambio di bellezza. Poi si rientra in hotel, dove ci attende una cena riservata per noi.

Ma il viaggio non è ancora finito. Il giorno seguente, Michele organizza per noi una visita impeccabile, costruita su misura per il gruppo: un’altra occasione preziosa per restare uniti e continuare a scoprire, passo dopo passo, questo territorio che per tutti noi è una prima, emozionante esperienza in Molise.

Alle nove del mattino ci mettiamo in cammino insieme a lui, attraversando il centro della città fino a raggiungere il Museo dei Misteri. È una tappa che ci sorprende più di quanto immaginiamo: un luogo denso di storia e suggestione, dove la guida, con la sua energia appassionata e coinvolgente, ci trascina dentro i racconti di un’antichissima tradizione, rendendola viva davanti ai nostri occhi. Michele ci accompagna e ci fa da guida per tutto il percorso, arricchendo ogni momento con spiegazioni e aneddoti.
Intorno alle dieci e trenta, un minibus messo a disposizione dal Comune di Campobasso ci conduce verso il Castello Monforte, arroccato sulla collina che domina la città. Anche qui proseguiamo la visita con Michele, che continua a guidarci con attenzione e partecipazione, aiutandoci a cogliere fino in fondo il fascino e la storia del luogo.

Per finire con la ciliegina sulla torta, ci ritroviamo a passeggiare senza meta tra le vie del centro. A un certo punto, quasi per caso, una parte del coro entra in un piccolo negozio caratteristico, traboccante di leccornie e di dettagli che raccontano il luogo. Mi avvicino alla ragazza per chiederle un’informazione, ma lei, con un sorriso pieno di entusiasmo, ci riconosce: ha assistito al concerto la sera prima e ci riempie di complimenti. Da lì, come se fosse la cosa più naturale del mondo, parte una “44 gatti” improvvisata, cantata insieme, tra risate e stupore.
Sono questi gli attimi inattesi che restano, colmi di una gioia limpida.
P.S. Impossibile capire chi sia la “non corista”: canta meglio di noi!

A pranzo ci muoviamo liberi, seguendo ognuno il proprio ritmo tra le vie della città; poi, poco prima della partenza intorno alle 14, ci ritroviamo per salutarci con il cuore pieno di gratitudine per Michele, guida attenta e appassionata, e per il Comune di Campobasso, che con generosità e cura ha reso questa esperienza così speciale e indimenticabile.
Due giorni intensi e preziosi, destinati a brillare a lungo tra i ricordi più belli del nostro piccolo grande coro. Grazie di cuore, Michele, per averli resi così speciali!
E mentre torniamo, quasi ci sorprende accorgerci che il viaggio di rientro non sembra poi così lungo, forse grazie alla leggerezza che ci portiamo dentro, nata proprio a Campobasso.

Francesca Bernardi

No comments yet. Be the first one to leave a thought.
Leave a comment

Leave a Comment