La storia di Rossana Terzaghi

La storia di Rossana Terzaghi

Abitavo a Bruxelles ma conoscevo già lo Zecchino D’Oro perché a 6 anni in uno spettacolo di danza organizzato da mia madre cantavo come solista la canzone Coccouaua e Le mie sorelle facevano le coriste. Nel 1974, a 8 anni sono arrivata a Bologna e a scuola ho conosciuto Isabella Pizzato, più grande di me, che faceva già parte del Piccolo Coro. Mi disse che due giorni dopo ci sarebbero state le selezioni per entrare nel coro.

Arrivata a casa incominciai a stressare mia madre finché, il giorno della selezione, alle 18 sfinita telefonò all’Antoniano e Padre Berardo le disse di portarmi subito perché erano quasi finite le selezioni. Si presentò anche mia sorella Paola ma non fu ammessa perché aveva 10 anni ed era troppo grande. Mi ricordo come fosse ieri, che cantai la Ciribiricoccola e che Mariele mi fece ripetere delle note a caso che suonava. Nonostante avessi 8 anni Mariele mi volle lo stesso prendere.

Rimasi nel piccolo coro fino a 11 anni  perché nel 1977 tornai a Bruxelles.

Ho sempre considerato l’Antoniano come una seconda famiglia, infatti decisi di sposarmi a Bologna con Padre Benedetto nonostante abitassi da anni a Milano.

Ho passato 3 anni indimenticabili di canto e divertimento. Le lezioni, i concerti, le lunghe giornate in televisione, le processioni, un misto tra la passione per il canto ed il gioco. Si perché ci divertivamo anche un sacco. E chi può dimenticarsi le smorfie di Mariele per farci sorridere durante un concerto quando eravamo stanchi, e il cantico delle creature? E le gite tutti i  weekend per fare concerti in giro per l’Italia. Mi sono persa Trieste e Monfalcone, ancora lo ricordo con dispiacere, perché avevo 38 di febbre e insistevo per andare lo stesso.

Mi ricordo anche che in sala d’incisione staccavamo di nascosto la lana di vetro da una parete rovinata mentre aspettavamo di entrare ad incidere. Non stavamo mai fermi e quell anno eravamo in tanti quasi 70 bambini se ben ricordo

Poi nel 1976 c’è stato il primo Zecchino internazionale e sono arrivati bambini da tutto il mondo che non parlavano italiano. Ma per Mariele non era un problema, riusciva a comunicare con loro con i gesti e la musica era una donna geniale.

E anche noi cercavamo di comunicare con i bambini stranieri e ci fidanzavamo con quelli carini.😂😂😂

Sono tornata quasi tutti gli  anni a Bologna per lo Zecchino D’Oro, anche perché mia madre si occupava delle relazioni internazionali per l’Antoniano, ma questa è una storia che vi racconterà lei

Poi quando è mancata Mariele ho fatto fatica a tornare, non mi abituo molto a questi cambiamenti anche se ho voglia di rivedere tutti i miei compagni di canto che ho rivisto qualche anno fa al nostro 49 anno.

Per me l’ Antoniano siete tutti voi, i 70 bambini del coro che cantavano con me, Mariele, Cino Tortorella, Liliana, i frati, Martelli e i presentatori che ci facevano ridere.

Tutti voi mi avete regalato 3 anni bellissimi.
La passione per il canto ce l’ho sempre anche se ora faccio l’architetto a Milano, ma so che prima o poi ricomincerò a cantare.😘

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