Nuova trasferta di due giorni in Molise per i Vecchioni di Mariele. Poichè “squadra che vince non si cambia”, l’organizzazione porta anche stavolta la firma di Michele Falcione e dell’Associazione Talenti e Artisti Molisani, una garanzia assoluta di affidabilità. Ritrovo di buon mattino per i coristi, pronti a mettersi in viaggio sul pullman guidato dal mitico Rosario. Un tormentone iniziato già la sera prima e durato per tutto il viaggio è la domanda fissa per Paolo il Cocunero: “Hai portato i panchetti?”… Questa volta la nostra carovana accoglie due novità: Laura, una nuova corista alla sua prima trasferta e Luciana, ex interprete del 25° Zecchino d’Oro, originaria di Agnone. Durante il viaggio ci si sparpaglia tra i sedili del pullman per chiacchierare, ma questa volta c’è una sorpresa speciale in serbo per il nostro autista Rosario. Prima di dare il via alle consuete prove, gli dedichiamo una versione inedita e personalizzata di “Sorridi, sorridi”, riadattata nel testo appositamente per lui.
Tra una prova e l’altra, qualche sonnellino rigenerante e mille chiacchiere, arriviamo all’autogrill per la sosta pranzo (lo stesso identico del viaggio precedente!). È qui che scatta un’intervista estemporanea ai coristi, con Arci (soprannominato Mister Lupacchioli) che continua a ripetere il suo ormai iconico: “Evviva!”.
Dopodiché, lasciandoci l’autostrada alle spalle, iniziamo a risalire le curve sinuose che si snodano tra i fitti boschi dell’Alto Molise, fino ad arrivare ad Agnone nel cuore del pomeriggio.
Una volta sistemati i bagagli nelle camere, ne approfittiamo per esplorare Agnone in totale
libertà tra le viuzze e le botteghe artigianali. Il caso vuole che alcuni di noi s’incrocino in un baretto per un aperitivo improvvisato, ed ecco che scatta il malinteso: due di noi, rimaste fuori dal momento spontaneo, si sentono escluse e sul gruppo cala un velo di malumore. Ma d’altronde, chi pensa che gestire la vita di un coro sia una passeggiata si sbaglia di grosso. Mantenere l’armonia tra tante persone significa saper navigare tra mille umori, fragilità e dinamiche umane che richiedono molta più pazienza di una sessione di prove. Alle 18.30 ci ritroviamo tutti sul palco dell’Italo Argentino di Agnone per l’inizio delle prove. Il teatro è un gioiello, ma l’aria si fa subito tesa per un problema tecnico che sembra insormontabile: la cabina di regia del cinema è troppo distante per inviare il segnale dei video sul palco. Ci pensa però il nostro straordinario tecnico a risolvere la situazione: con un colpo di genio e un “accrocchio” magistrale, scavalca il problema della distanza e ripristina la proiezione, permettendoci di riprendere le prove in serenità.
Alle 20 il palco dev’essere libero per lo spettacolo delle 21 quindi ci sparpagliamo nei camerini per cambiarci, sistemiamo sul palco la scaletta e il copione e indossiamo divisa e distintivo, in bilico tra la stanchezza e l’agitazione del debutto. Finalmente inizia la presentazione guidata da Giuseppe Lanese e Maria Giovanna Passarelli, che aprono la serata ringraziando tutte le istituzioni che hanno permesso la realizzazione dello spettacolo.
Inizia la sigla e si susseguono le canzoni, i video musicali e le presentazioni, che vibrano e rimbalzano dai nostri occhi e dalle nostre voci fino ad arrivare ai nostri cuori. Ma cosa c’è dietro l’esibizione? Ci sono emozioni contrastanti: dal fastidio delle scarpe che stringono, alla salivazione che si fa scarsa, fino alla paura dei vuoti di memoria. Ma ci sono anche i sorrisi nel rivedere Mariele scorrere sui video o la pelle d’oca che diventa un manto sulle note di Dolce sentire. E allora alla fine, cos’è cantare in coro? È solo un accordo di voci o è un respiro condiviso che ci unisce tutti nello stesso istante? È un modo per dimenticare per due ore i problemi quotidiani o è uno svuotamento completo della pesantezza che ci portiamo dentro? È disciplina e tecnica o è un volo dell’anima che ci solleva da terra? La risposta è che il canto può essere tutto ciò e la bellezza sta proprio che cambia da persona a persona, toccando corde diverse in ognuno, ma trovando sempre il modo di renderci unici. A metà concerto arriva il momento di svelare una sorpresa: facciamo salire sul palco Luciana Sabelli, che nel 1982 interpretò “Il pianeta Mallakà” al 25° Zecchino d’Oro. Condividendo con la platea un frammento dei suoi ricordi d’infanzia, Luciana offre una testimonianza preziosa di quanto quell’esperienza sia rimasta viva e significativa nel cuore di tantissimi bambini.
Alla fine, lo spettacolo arriva in porto anche stavolta capitanato da Cinzia Bettini.
Quando si canta sul palco si crea una sorta di energia invisibile che si mescola a chi ascolta con intensità differenti e chi si esibisce finisce per cantare in modo sempre nuovo. È uno scambio continuo che cambia di volta in volta e anche se questa connessione varia continuamente, una certezza resta: cantare insieme è un piacere immenso.
Al concerto è presente anche il sindaco di Agnone, Daniele Saia, che alla fine dello spettacolo ci raggiunge per farci i suoi complimenti.
Domenica 1 novembre ci ritroviamo al mattino per scoprire alcune botteghe tipiche di Agnone, assaggiando le varie leccornie locali. Subito dopo raggiungiamo la Pontificia Fonderia di Campane Marinelli, la più antica fonderia Italiana, specializzata nella costruzione di campane dove il bronzo si fa musica da secoli. Qui “Il Signore dei Rintocchi”, Tonino Delli Quadri, ci fa da guida in un percorso di circa un’ora. La visita inizia con un filmato introduttivo sulle fasi di lavorazione, prosegue poi nel Museo Storico “Giovanni Paolo II” e infine, entriamo nel laboratorio autentico, dove la guida ci racconta il mix di arte, storia e spiritualità di questa tradizione, concludendo l’esperienza con l’ascolto dal vivo di un suggestivo concerto di campane. Una visita stupefacente, che ci arricchisce di una nuova conoscenza dell’Italia più significativa, capace di custodire arte e tradizioni uniche. E non potete immaginare quanto sia stato emozionante cantare con il coro tra le campane improvvisando un Fra Martino Campanaro, in un luogo così antico. Dopo Fra Martino non potevano mancare Il caffè della Peppina, Quarantaquattro gatti e ancora una dedica a Rosario, proprio di fronte ai suoi genitori appena conosciuti.
Finita la musica e scattate le foto di gruppo proprio davanti alla fonderia, la mattinata si divide. Mentre una parte del gruppo fa una gita per Agnone, in contemporanea viene organizzata la presentazione del mio libro, “In fila per sei col resto di due”, all’interno della sala consiliare di Palazzo San Francesco. L’evento si tiene alla presenza del sindaco Daniele Saia ed è moderato da Maria Giovanna Passarelli, con la partecipazione di Michele Falcione e altri ospiti.
Subito dopo seguirà per il gruppo l’ultima gita tra le chiese e i vicoli del borgo insieme a una guida appassionatissima, Silvana Di Toro. Con i suoi racconti li accompagna lungo tutta la storia di Agnone, partendo dalle antiche origini dei Sanniti fino ad arrivare al rito della ‘Ndocciata. Durante il percorso, la visita si fa ancora più concreta: entrano a vedere l’interno di una casa tipica agnonese per capire come si viveva un tempo e fanno tappa in una pasticceria locale per scoprire la tradizione artigianale dei suoi confetti. Passo dopo passo, tra un aneddoto e l’altro, arriva l’orario della partenza. Stanchi ma soddisfatti saliamo sul pullman. Dopo
i saluti di Michele, che mettendosi scherzosamente al posto di guida per un attimo sembrava potersi trasformare anche in autista, c’è tempo per l’ultima scoperta. Grazie a una ragazza, amica di Luciana Sabelli, scopriamo la bellezza del costume tradizionale di Agnone. La giovane fa parte dello storico gruppo folkloristico I Dragoni del Molise, nato nell’ottobre del 1986 e che ha celebrato proprio in questo periodo i suoi 40 anni di attività portando la cultura della civiltà contadina e artigiana in giro per il mondo. È il congedo perfetto da questa terra. Il pullman di Rosario riparte, e a noi non resta che goderci il viaggio di rientro. Questa volta, oltre alle caciotte, ai dolcetti e alle campanelle di souvenir, portiamo a casa il ricordo pieno di tutti i bei momenti vissuti insieme.
L’unico rimpianto resta solo quello di non esserci potuti essere tutti.
Francesca Bernardi
Rassegna Stampa
L’evento e la nostra trasferta sono stati raccontati e pubblicizzati dalle testate locali. Ecco gli articoli principali:
L’Eco dell’Alto Molise: Musica e cinema, dallo Zecchino d’Oro all’Italo Argentino
Quotidiano del Molise: Agnone, la magia dello Zecchino d’Oro con i “Vecchioni di Mariele”
isNews.it:: Agnone, al Teatro Italo Argentino il coro ‘Vecchioni di Mariele’ con le canzoni dello Zecchino d’oro
CB Live: Agnone, i Vecchioni di Mariele in concerto al Teatro Italo Argentino: musica, ricordi e solidarietà
Eventi Molise: Coro “Vecchioni di Mariele” ex bambini del Piccolo Coro dello Zecchino d’Oro dagli anni ’60 agli anni ’90
Primonumero.it: Le voci dello Zecchino d’Oro tornano sul palco ad Agnone: l’incasso sosterrà il teatro
TG Telemolise: LO ZECCHINO D’ORO TORNA SUL PALCO DELL’ITALO ARGENTINO
Teatro italo Argentino: il video-concerto dei Vecchioni di Mariele


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