IL MISTERO DELLA DEDICAZIONE A PADRE BERARDO

IL MISTERO DELLA DEDICAZIONE A PADRE BERARDO

Sono stata alla dedicazione della scuola del Piccolo Coro a Padre Berardo, uno dei fondatori dell’Antoniano. Ho portato mio figlio, mia sorella e il mio coraggio. Alle 11.30 ero nella scuola con Zucchetto in divisa. Verso mezzogiorno è arrivato Frate Alessandro, direttore dell’Antoniano con Julio Cesar Bunader ed un altro di cui non ricordo il nome. Ha iniziato con poche parole per presentare Padre Berardo. Poche e prive di emozione. Non ha raccontato nulla di lui, della sua personalità, della sua importanza, della sua grandezza. Poche cose e vaghe.
Quando ha parlato della nascita della scuola non si era informato. Ha sbagliato la data d’inaugurazione di quindici anni, ha parlato di “varie sedi” (solo due), di sotterranei (dove in realtà c’era la sala d’incisione…) sottolineando la sua estraneità alla storia di quel posto. Mia sorella sottovoce mi incitava a correggerlo e io mi sentivo impotente.
Poi abbiamo recitato il Padre nostro e io l’ho proprio pregato di venire a far qualcosa in questo posto dove hanno dimenticato la storia. Dopodiché ha tolto la carta bianca dalla targa con uno strappo netto. Poi io e mia sorella ci siamo commosse e sembravamo le uniche “presenti” in ciò che stava succedendo. Presenti col cuore ancora bambino di quei giorni lontani.

Le poche persone all’evento erano sempre le stesse, troppo poche per un avvenimento così importante: la direttrice Sabrina, la sorella di Mariele, una piccola parte dei bimbi del coro, alcuni componenti delle Verdi Note e pochi altri. Ma qui stiamo parlando del Piccolo Coro dell’Antoniano, cinquanta e passa anni di storia della nostra città. Nessuna personalità, nessun fotografo, nessun giornalista. Ma alla fine, almeno Liliana ha detto qualcosa parlando di “fare qualcosa”, “volontariato”…

Infine ho assistito alla messa con Zucchetto,  che avevo portato per Padre Berardo, a testimonianza di un “nipote di Mariele” la sua cara sorella. Eravamo soli nelle ultime file e da dietro osservavo i presenti, molto pochi, mescolati nelle panche mentre durante la messa hanno cantato le Verdi Note. Ho ascoltato con attenzione le parole che parlavano di “semina” di cui il raccolto può’ essere più o meno buono. Coscienza, bontà, misericordia e tante altre che rimbombavano forte nella chiesa e dopo la comunione mi sono fatta coraggio e sono andata a sedermi vicino alla sorella di Mariele. Con la nostra presenza volevo farle sentire un pezzetto di Mariele. E credo proprio che sembra averlo sentito perché dopo un sorriso largo e amaro, ci siamo strette forte e lungamente la mano;  la sua mano, esile e nervosa come quella di Mariele.

Infine la domanda che mi sono posta è perché hanno fatto questa dedicazione?!….

Francesca Bernardi

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