5 MAGGIO 1997 – LARGO MARIELE VENTRE

5 MAGGIO 1997 – LARGO MARIELE VENTRE

VENTRE Mariele
Nome completo: MARIA RACHELE VENTRE
Dati anagrafici: Bologna, 1939-1995
Classificazione: Musicista ed educatrice
Seduta Commissione Toponomastica: 26 marzo 1997
Intitolazione: Delibera di Giunta 29 aprile 1997
Quartiere: Santo Stefano

BIOGRAFIA
Maria Rachele Ventre, detta Mariele, nacque a Bologna nel 1939 da genitori lucani; il padre era un grande appassionato di musica lirica e sapeva suonare il pianoforte, ma soprattutto il violino, con cui intratteneva spesso le sue figlie nel salotto di casa. Alla tenera età di 6-7 anni cominciò a portarle con sé agli spettacoli musicali nella Sala Bossi del Conservatorio di Musica di Bologna e le due bambine si appassionarono presto alla musica e ai concerti.

Abitando in viale Oriani, Mariele si avvicinò fin da piccola al Convento di Sant’Antonio a Bologna, posto fra via Guinizelli e via Jacopo della Lana, e per diversi anni, durante la sua giovinezza, si impegnò nell’insegnamento del catechismo ai fanciulli.

Nel 1957 conseguì il Diploma di abilitazione magistrale e 4 anni dopo, nel 1961, ottenne il Diploma di pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Proprio in quell’anno, lo Zecchino d’Oro, una manifestazione canora per bambini tramessa dalla RAI, era giunto alla sua terza edizione e, per volere dei Frati, veniva trasferito da Milano a Bologna presso l’Antoniano: per l’occasione, uno dei Frati che conosceva Mariele, le chiese di assumere la direzione del coro. Dapprima restia ad accettare l’incarico perché avrebbe voluto diventare pedagogista, accettò poi di accogliere a casa sua i bimbi per insegnare loro le canzoni mentre lei li accompagnava al pianoforte e da lì a dirigere il coro il passo fu breve. In poco tempo, infatti, Mariele si appassionò a questo lavoro così particolare e nel 1963 fondò il Piccolo Coro dell’Antoniano facendone tutta la sua vita: per ben 32 anni insegnò musica e canto ai piccoli, diventando una “splendida figura di artista e di educatrice cristiana”, come l’ha definita il Cardinale Arcivescovo di Bologna Giacomo Biffi.

Durante la direzione di Mariele, il Piccolo Coro arrivò ad esibirsi in tutto il mondo e ovunque interpreti e direttrice raccolsero un grandissimo successo, anche se nessuno dei telespettatori capiva chi dirigeva il coro perché Mariele stava proprio affianco alla telecamera in modo che i bambini, guardando lei, avessero lo sguardo centrato rispetto ai mezzi di ripresa e, di conseguenza, lei non veniva mai inquadrata.

Mariele aveva la capacità straordinaria di catalizzare l’attenzione dei bambini e con i suoi gesti decisi e il suo sorriso dolce riusciva a conquistare sia i piccoli artisti che il pubblico. Per tutta la sua vita, dunque, insegnò musica e canto con un grandissimo impegno e nello stesso tempo, con la sua capacità pedagogica, riuscì a trasmettere degli ideali importanti, sia educativi che etici: ci teneva ad insegnare ai piccoli interpreti ad amare le canzoni senza diventarne gli esclusivi protagonisti perché ciò che contava erano il coro nel suo insieme e il significato che le canzoni trasmettevano ai bambini che le ascoltavano.

Nel corso della sua attività, Mariele ha ricevuto omaggi e riconoscimenti da più parti, primi fra tutti i Frati dell’Antoniano di Bologna con cui ha condiviso il progetto del Piccolo Coro, e anche da personalità illustri in Italia e all’estero, come Papa Giovanni Paolo II e il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro; dal Presidente Francesco Cossiga fu nominata Cavaliere della Repubblica. In Polonia le fu consegnata una medaglia come “Dama dell’Ordine del Sorriso”, un premio internazionale assegnato dai bambini agli adulti che si sono distinti per il loro impegno a favore dei più piccoli (insieme a lei ricevette la stessa medaglia anche Papa Wojtyla). Con il Piccolo Coro ha vinto 10 Dischi d’Oro e uno di Platino ed è arrivata ad incidere più di 800 canzoni, anche in lingua non italiana.

Mariele Ventre morì dopo una lunga malattia nel dicembre del 1995, poche settimane dopo la fine della edizione n. 38 dello Zecchino d’Oro alla quale si era dedicata con grande forza nonostante i suoi problemi di salute.

FONTI TESTO
http://www.marieleventre.it/Mariele.html
http://www.antoniano.it/91-piccolo_coro/161-mariele_ventre/
http://zecchinodoro.org/chi-siamo/mariele-ventre/

INFORMAZIONI TOPONOMASTICHE
Dopo soli due mesi dalla morte di Mariele Ventre, nel gennaio del 1996 il Rotary Club, distretto di Bologna Carducci, ha fatto richiesta all’allora Sindaco Walter Vitali di intitolare una via alla celebre direttrice del Piccolo Coro dell’Antoniano, proponendo di sostituire via Jacopo della Lana con il nome della musicista bolognese. Tale richiesta era condivisa anche dai Frati dell’Antoniano. Al Club Service, molto conosciuto a Bologna, era iscritta come socia la Dottoressa Maria Antonietta Ventre, sorella di Mariele.

Queste le parole del Presidente del Rotary al Sindaco: “In primo luogo desidero premettere che, pur non essendoci davvero bisogno di ricordarle chi è stata e chi è nei cuori della gente Mariele Ventre, del resto da Lei stesso molto apprezzata e stimata, la figura e l’opera di Mariele sono e resteranno un vanto e un fatto di grande prestigio nella nostra città. Mariele come pochi altri (nei tempi recenti) ha fatto conoscere Bologna al mondo, in una dimensione artistica, culturale ed umana che va bel al di là di qualsiasi barriera di pensiero e di opinione. (…)

Vorrei comunque invitarla a considerare l’amore che i bolognesi tutti hanno per Mariele ed il significato che tale iniziativa (le denominazione di un luogo in sua memoria) potrebbe avere nella città perché la figura di Mariele contiene un valore culturale e pedagogico soprattutto, ma non esclusivamente, per l’infanzia che certamente lei condivide appieno.

Sia chiaro che il nostro Club non ha nessun interesse proprio in questa vicenda e desidera esclusivamente concorrere, col proprio suggerimento, che si augura possa trovare accoglienza, a sottolineare un momento nella storia e nella vicenda culturale della nostra città che edifica la coscienza della gente e fissa valori da tutti condivisi e fortunatamente intramontabili”.

La Commissione consultiva per la denominazione delle vie cittadine riunitasi nel mese successivo, in data 13 febbraio del 1996, ha preso in esame la proposta ma si è espressa negativamente alla sostituzione del nome della via esistente, sia per motivi tecnici, visto che alcuni cittadini residenti avrebbero dovuto cambiare il loro indirizzo di residenza, sia per ragioni storiche e culturali, per non eliminare il toponimo già in uso in memoria di Jacopo della Lana, letterato bolognese del 1300. Fu quindi deciso di inserire il nominativo di Mariele Ventre in prima categoria in attesa di trovare un’area idonea per l’intitolazione.

Nella Commissione del 16 novembre 1996 venne riesaminata la proposta di intitolazione alla direttrice del Piccolo Coro e, in considerazione della scarsità di aree a disposizione intorno alla Chiesa di Sant’Antonio, fu deciso di definire l’area verde nei pressi dell’Antoniano “Giardinetto Mariele – Maestra dello Zecchino d’Oro” e venne proposto di collocare di fianco alla statua di Sant’Antonio una targa con l’effigie della maestra circondata dai bambini.

Successivamente, però, i familiari della donna e i Frati dell’Antoniano scrissero al Comune per segnalare che avrebbero gradito un’area più significativa di quella decisa per l’intitolazione e nella Commissione del 26 marzo 1997 venne raggiunto l’accordo unanime di “intitolare a Mariele Ventre l’area compresa tra il viale Giosuè Carducci, su cui sorge il fabbricato contraddistinto dai civici 44 e 46, e da cui iniziano le vie Jacopo della Lana e Guido Guinizelli”, con parere positivo anche dei cittadini residenti. Come sottotitolo fu scelto di scrivere “Musicista ed educatrice” per ricordare il suo impegno in entrambe queste attività svolte al servizio dei piccoli artisti.

Oltre all’iter standard, questa richiesta ha dovuto sottostare ad un’altra regola, stabilita dalla Legge n. 1188 del 23 giugno 1927 dal titolo “Toponomastica stradale e monumentale a personaggi contemporanei” secondo la quale “nessuna strada o piazza pubblica può essere denominata a persone che non siano decedute da almeno 10 anni” e questo era proprio il caso di Mariele Ventre, morta solo due anni prima rispetto alla richiesta per l’intitolazione. In realtà, però, la legge stessa dichiara che “tale disposizione non si applica ai caduti di guerra o per la causa nazionale e inoltre è facoltà del Ministero dell’Interno di consentire la deroga in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione” e sul valore di Mariele non ci sono mai stati dubbi da parte di nessuno.


L’ANNUNCIO DEL SINDACO WALTER VITALI

Ricerche di Francesca Bernardi

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