Righeira, memoria di un pop rispettato: quando la leggerezza era cultura

Righeira, memoria di un pop rispettato: quando la leggerezza era cultura

Nella notte di Ferragosto, dopo un suo concerto, abbiamo incontrato Johnson Righeira.
L’artista che negli anni ’80 firmò L’estate sta finendo, diventato un vero cult generazionale, ha recentemente scritto L’estate sta iniziando per il 67° Zecchino d’Oro (in collaborazione con: Gianfranco Grottoli, Andrea Vaschetti, Simone Lavezzi, Daniele Mattiuzzi) chiudendo idealmente un cerchio tra gli inni dell’estate italiana e la musica pensata per l’infanzia. Nel nuovo brano, leggero e corale, si ritrova lo spirito vacanziero dei bambini e l’attesa della libertà estiva, reinterpretando in chiave giocosa lo stesso immaginario che trent’anni fa parlava agli adolescenti.
Un legame con l’Antoniano già esplorato in passato, quando il Piccolo Coro aveva reinterpretato No tengo dinero, trasformando una canzone del grande pubblico in un gioco corale per i più piccoli.

La produzione dei Righeira, però, non si è limitata all’immagine scanzonata: basti pensare a Annibale (presentata allo Zecchino d’Oro nel 1987) apparentemente una filastrocca pop, ma in realtà una riflessione sull’uomo che fatica ad adattarsi ai tempi e alle trasformazioni della società. Il linguaggio tecnologico e le immagini di cambiamento contenute nelle loro canzoni raccontano le tensioni di un’epoca con leggerezza apparente, intrecciando spensieratezza e sottotesti critici.

Nell’intervista, Johnson Righeira ha confidato di non riconoscersi nell’attuale panorama musicale italiano, auspicando un cambiamento: dalle riflessioni dietro L’estate sta finendo emerge un ideale percorso che oggi potrebbe diventare “La musica sta iniziando”.

Anche il recente brano Chi troppo lavora (non fa l’amore) conferma questa linea: ironico ma critico, osserva una società in cui il ritmo del lavoro comprime spazi vitali e creativi. Dietro la leggerezza della forma, Righeira continua a porre domande sul presente, dimostrando che la musica può ancora unire generazioni diverse e raccontare storie senza tempo.

No comments yet. Be the first one to leave a thought.
Leave a comment

Leave a Comment