LA TESI INTERATTIVA DI LEVIA MESSINA

LA TESI INTERATTIVA DI LEVIA MESSINA

Università degli Studi di Milano-Bicocca
Facoltà di Sociologia
Corso di Laurea in Sociologia (classe 36)
a.a 2005/06

CINQUANT’ANNI DI CANZONI PER BAMBINI
ALLA TELEVISIONE
STORIA E ANALISI DELLO ZECCHINO D’ORO

Relatore: Prof. Cesare Massarenti
Candidata: Levia Agostina Messina
(Interattività e impaginazione: Francesca Bernardi)


“Corriamo tutti al festival, il mondo è tutto là, Logo
è una bugia magnifica, bambini d’ogni età.
Portate il cuore al festival, svegliate la poesia,
se segui questa musica, mai più malinconia.”1

 

1 Da II nostro Festival (R.Sattler, G.Lauke, R.Zero), Zecchino d’Oro 2004


 

INTRODUZIONE

Nel 2007, lo Zecchino d’Oro arriverà alla cinquantesima edizione; per tale ragione, pur aspettando ancora, in questo momento, la quarantanovesima, mi sono permessa di intitolare il lavoro che segue “CINQUANTANNI DI CANZONI PER BAMBINI ALLA TELEVISIONE: STORIA E ANALISI DELLO ZECCHINO D’ORO”. L’idea di una tesi di laurea sullo Zecchino d’Oro deriva da una genuina passione per la musica per bambini e, in particolare, per questa trasmissione, sorta in età infantile e rimasta invariata nel corso degli anni. Non è, tuttavia, mia intenzione tessere le lodi dello Zecchino, la mia tesi non vuole essere l’elegia del programma, bensì una descrizione della sua storia in maniera il più possibile asettica e un’analisi degli aspetti salienti, con gli strumenti messi a disposizione della Laurea Triennale in Sociologia.

La prima parte dell’elaborato consiste in un excursus sulle tappe fondamentali della Storia dello Zecchino d’Oro: la nascita, a Milano, nel 1959, il trasferimento all’Antoniano di Bologna, nel 1961, la svolta interazionale, grazie al patrocinio dell’Unicef, nel 1976, il passaggio dalla figura del conduttore unico, Cino Tortorella, alla presenza di molteplici conduttori, dal 1989 in poi, il lancio di iniziative caritative a favore dei Paesi in via di sviluppo o colpiti da guerre e calamità naturali, nel 1991, fino alla svolta più drammatica, la morte di Mariele Ventre, nel 1995.

Dopo la prima, puramente descrittiva, sezione, ho affrontato l’analisi di due aspetti dell’organizzazione dell’evento: la scelta delle canzoni e la selezione dei bambini interpreti. Al fine di poter meglio comprendere i meccanismi di tali selezioni, mi sono avvalsa dell’intervista qualitativa a Elisabetta Perugini e Carla Boriani, della segreteria dell’Antoniano di Bologna, condotta presso l’Antoniano stesso il 13 ottobre.

La terza parte, infine, consiste in un’analisi dei dati auditel, fomiti dalla segreteria dell’Antoniano, riguardo gli indici di ascolto dello Zecchino d’Oro, dalla trentesima edizione (1987) alla quarantottesima (2005); dati precedenti il 1987 risultano, sfortunatamente, irreperibili, non essendo ancora in vigore in sistema Auditel (nato nel 1986). Per l’analisi delle possibili spiegazioni delle variazioni degli indici di ascolto, ho preso spunto da saggi di Psicologia Infantile e Comunicazione.

Di difficile reperibilità (per non dire inesistente) è risultata essere la bibliografìa concernente lo Zecchino d’Oro. Le fonti da cui ho potuto attingere sono state unicamente i libri di Padre Berardo Rossi “LO ZECCHINO D’ORO – UNA STORIA DI 40 ANNI” (San Paolo, Torino, 1999) e “MARIELE” (San Paolo, Torino, 1999) e, on line, l’Enciclopedia libera di Wikipedia e il sito web dell’Antoniano. I saggi di Padre Berardo Rossi sono risultati esaurienti dal punto di vista delle informazioni, ma anche, è doveroso sottolinearlo, troppo volutamente enfatici, essendo l’autore un frate dell’Antoniano molto vicino allo Zecchino d’Oro e alla sua organizzazione. Ho cercato il più possibile di evitare la ripresa di tali toni gloriosi ed elegiaci, quando ciò non è stato possibile, ho provveduto a segnalarlo tramite opportune note, così come ho evidenziato le informazioni mancanti, problema presentatosi soprattutto nel corso dell’analisi delle prime edizioni del programma, delle quali non è stato possibile rintracciare statistiche riguardanti indici di ascolto, canzoni e interpreti delle stesse. E non è, forse, un caso, la mia decisione di iniziare il lavoro con l’analisi della prima edizione, della quale si legge, nel saggio di Padre Berardo Rossi, “Lo Zecchino d’Oro fu accolto con molto favore. L’indice di ascolto e l’indice di gradimento della trasmissione fu altissimo” e di concluderlo con la fredda e analitica precisione dei dati Auditel.

Levia Messina, 3 ottobre 2006

 


CONTINUA PROSSIMAMENTE…

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