La storia di Daniele Bellini

La storia di Daniele Bellini

Senti. C’è un archivio dei partecipanti internazionali? Mi ricordo di una bambina che mandò mio padre ai provini dello zecchino perché era la figlia di un suo cantante del gruppo degli anni 60, che si era trasferito in Spagna e aveva sposato un inglese. Pensa che il papà ci mandò una cassetta della figlia che cantava e parlava ( a 4/5 anni ? ) perfettamente in italiano, spagnolo e inglese. Il babbo ( Franco ) quando la sentì disse:
“debbo far sentire la cassetta alla Liliana”. E così “step by step” quella bambina partecipò allo Zecchino. Praticamente è stata ospite a casa mia una settimana e per me fu un’esperienza coinvolgente. Pensa che il suo papà si presentò a casa nostra con 4 Album originali di Paco De Lucia che io non conoscevo e dopo ascoltai per mesi, anzi anni. Forse avevo 16 anni. Quindi doveva essere il 1976/1978. Ero pieno di gioia perché ero felice che mio papà avesse segnalato quella bambina che era un talento e anche un portento. Quella bambina era Luisa Ricci 1979.

Poi sono impazzito quando uscì l’album delle Canzoni Popolari Italiane del piccolo coro. Per tanti motivi: intanto non le conoscevo ed erano bellissime : funiculi funicula, nannì ecc. E poi perché per la prima volta sentivo che il coro aveva una qualità tale che poteva anche andare oltre all’immagine, bellissima comunque, di bambini pupazzetti e canterini guidati e un po’ telecomandati. ( Infatti io, bambino allora è già iper critico, un po’ mi infastidivo per la moda che avevate di cantare con la testa rotata di 45 gradi. Che esteticamente era bella ma io ero già contrario alle omologazioni, una cavolata simpatica ). Torno alle canzoni popolari. La qualità musicale era ALTISSIMA e sfido chiunque a trovare nel panorama musicale italiano una raccolta di brani tradizionali di ogni regione arrangiati ed eseguiti con tale qualità e che trasmettono altrettanti emozioni. Non solo per la canzone della propria regione ma per tutte. Un Opera d’Arte anche di unione italiana. Da rispolverare di questi tempi in quanto, rispettando i regionalismi, univa invece di dividere. E di questo ora ne abbiamo bisogno.

 

GIRO F

Fine prima puntata.


Torniamo alla Ricci.Luisa Ricci Michela Belletti - Copia
Tra l’altro ieri, googolando col suo cognome per trovare l’anno di partecipazione, ho scoperto che un’altra e ben più famosa Ricci vinse lo Zecchino e con un brano storico

Ieri mi ero dimenticato di scrivere che Verardo Ricci, il papà di Luisa(?), testimone di nozze di mio padre, nonché suo cantante nel gruppo negli anni 50 si mise a cantare nelle navi da crociera per poi trasferirsi definitivamente a Palma di Maiorca, sposare una bella ragazza Inglese e dare vita con lei a Luisa.

La cassetta promo di Luisa che arrivo per posta a casa nostra come una sorpresa nell’uovo, conteneva una canzone in Inglese e una presentazione di lei, che aveva si e no 4 anni, in Spagnolo. Nessun problema: lo Zecchino da poco è INTERNAZIONALE, cantano bambini da tutto il mondo e in tutte le lingue e l’EUROVISIONE è veramente tale e non solo di nome. Purtroppo la Liliana, anzi chi per lei, respinse la candidatura perché: non mi ricordo esattamente la regola ma i bambini internazionali non li sceglieva il casting dell’Antoniano ( forse le Ambasciate o un casting indigeno ) per cui la Ricci era “fuori” ! Ma Liliana trovo un escamotage rendendosi conto del talento della “figlia d’arte”. È Italiana? Si. Parla Italiano, Insomma. Non c’è problema. Le insegniamo a cantare e anche un po’ a parlare Italiano. E così …. “bibbidi bobbidi boo”, la carrozza per la partecipazione allo Zecchino fu pronta. Gioia e sorrisi per Luisa e anche per la nostra famiglia.

Mia cugina? A niente. Che era bravissima. Era un BASSO unico e, senza risaltare proprio in quanto a spettacolarità, era forse talmente indispensabile nel coro che credo abbiano taroccato la sua età per non farla smettere.

Ero un po’ invidioso forse, ma con affetto. Tutti quei viaggi e sempre in televisione. Però le volevo bene. Anche se lei si ricorda gli scherzi che le facevo in montagna e mi ricorda come un mostriciattolo. Ma io non mi ricordo. Poi eravamo figli unici entrambi.

Anzi, SIAMO.
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