LA STORIA DELLO ZECCHINO D'ORO: TEMI NOSTALGICI E MALINCONICI

LA STORIA DELLO ZECCHINO D'ORO: TEMI NOSTALGICI E MALINCONICI

LA TESI INTERATTIVA DI LEVIA MESSINA
CARATTERISTICHE DELLE CANZONI E TEMI PROPOSTI –
TEMI NOSTALGICI E MALINCONICI

Come già evidenziato, il target di riferimento dello Zecchino d’Oro è composto, prevalentemente, da bambini di età compresa fra i tre e i dieci anni, maschi e femmine, di diverso background culturale, estrazione sociale e confessione religiosa (1). Appare, di conseguenza, pressoché superfluo sottolineare che le preferenze musicali di un bambino di quattro anni siano diverse da quelle di una bambina di dieci. Non è quindi possibile stabilire le caratteristiche e i requisiti fondamentali delle canzoni dello Zecchino d’Oro, non esistono caratteri comuni a tutti i brani del repertorio, fatto salvo, sottolinea Elisabetta Perugini, l’essere “adatti ai bambini”.

Analizzando i testi delle canzoni presentate dal 1960 (2) al 2005, è possibile notare come questi siano cambiati nel corso degli anni e quali siano i temi più ricorrenti.

TEMI NOSTALGICI E MALINCONICI

Nelle prime edizioni, prevalgono testi dal tono piuttosto nostalgico e malinconico: nostalgia di un tempo felice ormai trascorso, nostalgia dell’infanzia e dei ricordi a essa legati, come se gli autori avessero dimenticato che le canzoni dovessero essere eseguite da bambini e pensassero, con rimpianto, alla loro fanciullezza. Altre canzoni, piuttosto frequenti nelle prime edizioni, probabilmente a causa del protrarsi degli strascichi del dopoguerra, descrivono situazioni di disagio estremo, materiale e spirituale. Si tratta di brani molto tristi, simili, paragone forse non troppo azzardato, a certa letteratura ottocentesca per ragazzi, opportunamente definita strappalacrime (si pensi a Cuore di Edmondo De Amicis).

  • “Caro Gesù Bambino, tu che sei tanto buono, fammi questo piacer, lascia una volta il cielo e vieni a giocar, a giocare con me. Tu sai che il babbo è povero ed io non ho giocattoli, sono un bambino buono, come lo fosti tu…” (da Caro Gesù Bambino, 1960)
  • “Ho qui nel cuore un sogno di bontà, vorrei felice come gli altri diventar …Io sono triste, ma spero ancora che su dal cielo qualcuno pensi a me…’” (da Fiaba, 1960)
  • “Signora Fantasia con te un sogno si avvera ed anche chi non spera può sentirsi felice con te” (da L’Altalena, 1961)
  • “Barchette di carta, perché ci lasciate? Le gioie dei cuori innocenti con voi vi portate…” (da La barchetta di carta, 1961)

Tale filone di canzoni si esaurisce in un lasso di tempo molto breve: dopo il 1961, infatti, non ne vengono più presentate alla fase finale, eccezion fatta per la sconcertante Ninna nanna malandrino, dell’edizione 1981, nenia della madre disperata di un giovane dedito alla delinquenza.

(1) L’Antoniano è un ente cattolico, ma, di fatto, lo Zecchino d’Oro è trasmesso in mondovisione, quindi anche in Paesi in cui i cattolici sono assenti o in minoranza e, anche in Italia, è ipotizzabile che, tra gli spettatori, vi siano bambini di famiglie non cattoliche.“Ninna nanna, malandrino, sogna quando eri bambino e volevi certamente esser bravo pure tu…Ninna nanna, malandrino, non pensare più al bottino, butta via la pistola, non la devi usare più…”

(2) I testi delle canzoni dell’edizione 1959 risultano irreperibili.

 

 

 

 

 

 

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