LA STORIA DELLO ZECCHINO D’ORO: LE CANZONI

LA STORIA DELLO ZECCHINO D’ORO: LE CANZONI

LA TESI INTERATTIVA DI LEVIA MESSINA – LE CANZONI

Lo Zecchino d’Oro si prefigge di stimolare la produzione e di promuovere la diffusione di canzoni per bambini, artisticamente valide, moderne, ispirate didatticamente a ideali etici, civili e sociali. (Articolo 2 del Regolamento del 49° Zecchino d’Oro)

La seguente sezione è dedicata all’aspetto artistico dello Zecchino d’Oro, cioè alle canzoni: ai meccanismi di selezione dei brani, italiani e stranieri, presentati alla fase finale e alle caratteristiche e i requisiti che una canzone deve possedere per essere ammessa alla rassegna canora. Tale aspetto risulta essere di estrema rilevanza, nell’ambito della manifestazione, trattandosi lo Zecchino d’Oro, sin dalle origini, di un concorso di canzoni, non di bambini. Per la stesura della seguente analisi, mi sono avvalsa della collaborazione di Elisabetta Perugini e Carla Boriani, della segreteria dell’Antoniano, intervistate presso la stessa il 16 ottobre 2006.


LA SCELTA DELLE CANZONI

Ogni anno, allo Zecchino d’Oro, vengono presentate quattordici canzoni (dodici, fino al 1992), sette italiane e sette estere, di nazioni diverse, distinzione che permane anche nelle procedure di selezione.
Per le canzoni straniere, la prima tappa della selezione consiste nella scelta dei Paesi partecipanti, operata dall’Antoniano, nella persona del Direttore (attualmente, Fra Alessandro Caspoli) e di alcuni addetti all’organizzazione. Intento dell’Antoniano è rendere la scelta delle nazioni il più possibile varia e non ripetitiva. Pertanto, si cerca di evitare la partecipazione dello stesso Paese per due (o più, naturalmente) anni di seguito o di due nazioni di uguale lingua o di cultura simile (o considerata simile dall’opinione pubblica) nella stessa edizione, per esempio Argentina e Venezuela, Estonia e Lituania, Australia e Nuova Zelanda. L’Antoniano, una volta scelti i Paesi, porge l’invito alla partecipazione prendendo contatto direttamente con ambasciate, scuole di canto, cori di bambini, insegnanti elementari, catechisti, organismi religiosi dello Stato in questione. Il passo successivo consiste nel reperire la canzone partecipante: come espresso dall’articolo 5 del Regolamento del 49° Zecchino d’Oro[1], l’Antoniano reperisce le canzoni, con la collaborazione dei Paesi partecipanti, nella corrente produzione per l’infanzia. In alcuni casi, si sceglie di attingere da brani tradizionali per l’infanzia, successivamente rielaborati, in altri dalla produzione musicale contemporanea rivolta espressamente ai bambini. Si provvede, in un secondo momento, previo accordo con gli autori, alla traduzione e alla stesura del testo italiano, mantenendo, comunque, una strofa in lingua originale.
Diversa è la procedura di selezione dei sette brani italiani, per i quali, ogni anno, viene bandito dall’Antoniano un concorso9 [2], aperto a tutti gli autori e parolieri italiani e stranieri (un autore straniero può comporre un pezzo in gara come brano italiano), di canzoni per l’infanzia originali, inedite e in lingua italiana[3]. Di ogni canzone, devono essere inviati il testo, lo spartito per pianoforte e canto e una cassetta o compact disc con l’esecuzione del testo per intero, cantato obbligatoriamente da un bambino e accompagnato o dal pianoforte o dalla chitarra. Tale procedimento risulta necessario, affinché si possa ascoltare una prima versione della canzone, difficilmente immaginabile se la lettura del testo e l’ascolto della melodia avvengono in momenti separati e affinché sia possibile valutare se il brano sia adatto o meno a una voce infantile: in gergo tecnico, per vedere se la canzone “rende”. L’Antoniano si occupa di nominare una commissione, incaricata di esaminare e valutare i brani in concorso, composta in modo tale da rispecchiare le preferenze di una fascia di popolazione il più possibile ampia e non limitata ai cosiddetti addetti ai lavori. Sono presenti musicisti, parolieri, discografici, giornalisti, dal cui parere risulta impossibile prescindere, ma anche madri e insegnanti, adatti, secondo l’Antoniano, a valutare quali pezzi possano essere più indicati per un’utenza infantile, nonché uno o due bambini, affinché le loro preferenze possano essere prese in considerazione anche durante tale fase preliminare (fino al 2004, anno in cui entrò in vigore il televoto, il giudizio, durante la fase finale, era interamente affidato ai bambini, essendo la giuria presente nello studio televisivo composta unicamente da ragazzi in età scolare). La commissione ascolta i compact disc (o le cassette) inviate dagli autori e, per ogni canzone, ogni membro esprime un giudizio da 1 a 10. Viene calcolata la media dei voti dei singoli pezzi e, tra i brani detentori dei voti più alti, si opera la scelta delle sette canzoni finaliste. È, tuttavia, errato supporre che le prime sette canzoni nella classifica basata sulle medie siano automaticamente ammesse alla fase finale. I sette brani finalisti, spiegano Elisabetta Perugini e Carla Boriani, devono essere, innanzitutto, vari e diversi l’uno dall’altro, per temi, melodie e caratteristiche generali. Per temi, perché è evidente l’inadeguatezza, a titolo esemplificativo, di cinque brani su sette riguardanti il medesimo argomento; per genere musicale: le sette canzoni devono risultare il più equamente possibile ripartite tra ritmi melodici, lenti, rock, rap ecc. ; per fasce d’età: i bambini interpreti hanno un’età compresa fra i tre e i dieci anni e il target della trasmissione risulta collocarsi nella medesima fascia. Risulta tuttavia evidente che le preferenze musicali possano variare, nei sette anni di scarto tra i due estremi: è piuttosto infrequente che una canzone che piace a un bimbo al primo anno della Scuola per l’Infanzia (ex Scuola Materna) sia apprezzata allo stesso modo da un preadolescente di quinta elementare. Ogni edizione dello Zecchino d’Oro si propone, di conseguenza, di presentare brani adatti alle diverse fasce d’età: alcuni adatti ai più piccoli, altri alle fasce intermedie, altri, infine, ai preadolescenti.
Analizzando l’insieme dei brani di ogni edizione, è possibile notare come questi criteri siano, sostanzialmente, rispettati. In ogni edizione, infatti, è presente almeno una canzone riguardante gli affetti familiari, una narrante storie di animali, una, cantata da un bambino vicino al limite massimo di età, che si propone di veicolare un messaggio di pace, di fratellanza, di antirazzismo, una, rivolta al contrario ai più piccoli, dal testo puramente ricreativo (filastrocche e non-sense), una caratterizzata da musica rock o rap (canzoni definite da Elisabetta Perugini ballabili), una da ritmi lento-melodici, affinché lo Zecchino d’Oro possa rispettare il più possibile i gusti di ogni fascia del target di riferimento.

[1] Articolo 5 del Regolamento del 49° Zecchino d’Oro: “Le 7 canzoni estere saranno reperite dall’Antoniano, con la collaborazione dei Paesi partecipanti, nella corrente produzione per l’infanzia. L’Antoniano – previo accordo con gli autori – curerà la traduzione italiana ”.

[2] Articolo 6 del Regolamento del 49° Zecchino d’Oro: “Le 7 canzoni italiane saranno ammesse, attraverso il presente concorso, osservando le seguenti modalità:

  1. La partecipazione è aperta a tutti gli autori e parolieri italiani e stranieri. Il testo deve essere in italiano.
  2. Le canzoni inviate devono essere originali e inedite: cioè, sia per il testo che per la musica, non pubblicate, non depositate presso la S.I.A.E., né incise su dischi, né in altro modo divulgate prima dell’esecuzione pubblica allo Zecchino d’Oro.
  3. Per ogni canzone dovranno essere presentati:
  • Lo spartito per pianoforte e canto in triplice copia;
  • Trenta copie del testo;
  • La cassetta o CD con il canto del testo intero eseguito da un bambino e accompagnato solo dal pianoforte o solo dalla chitarra;
  • Il presente regolamento sottoscritto in originale per accettazione e benestare.
  • Copia ricevuta di versamento.
  • Sia il testo che lo spartito non devono riportare il nome degli autori.

[3] Per le edizioni 1976bis, 1987 e 1990, le canzoni non furono reperite mediante concorso, bensì tramite invito a celebri cantautori italiani (non autori, ma personaggi noti al grande pubblico). Nel 1976, perché la presenza di due edizioni in uno stesso anno non consentì l’attuazione del concorso per la seconda; nel 1987, per celebrare la trentesima edizione; nel 1990 come anno simbolico di apertura di un nuovo decennio.

No comments yet. Be the first one to leave a thought.
Leave a comment

Leave a Comment