LA STORIA DELLO ZECCHINO D’ORO: GLI ANNI SETTANTA

LA STORIA DELLO ZECCHINO D’ORO: GLI ANNI SETTANTA

LA TESI INTERATTIVA DI LEVIA MESSINA – GLI ANNI SETTANTA

1971

L’anno 1971 fu segnato da una presa di posizione negativa nei confronti dello Zecchino d’Oro da parte della RAI, che decise di non trasmetterlo più, interrompendo così la collaborazione con l’Antoniano.

Una commissione di esperti in pedagogia e psicologia infantile, interna alla RAI, aveva decretato, infatti, che lo Zecchino d’Oro fosse deleterio per i bambini, favorendone fenomeni di divismo ed essendo privo di carattere formativo. A seguito di tale decisione, si stabilirono numerose trattative tra RAI e Antoniano, trattative che consentirono lo svolgimento e le riprese televisive dello Zecchino d’Oro, giungendo a un compromesso definito “concetto di coralità”: sarebbe sparita la figura del solista unico e le canzoni avrebbero dovuto essere cantate quasi interamente dal Piccolo Coro, eccezion fatta per un esiguo numero di strofe, i cui solisti non avrebbero comunque potuto essere meno di due, evitando, in tale modo, di porre il singolo bambino al centro dell’attenzione. La caratteristica corale fu applicata alle edizioni 1971 e 1972, in cui nessuna canzone ebbe un singolo solista. Tale compromesso convinse la RAI a proseguire la collaborazione con l’Antoniano, tuttavia, nel 1973, le dirigenze interne decisero di trasmettere, in Italia, soltanto la giornata finale, limitandosi, per le prime due, alla messa in onda radiofonica e mettendo a disposizione unicamente delle televisioni straniere la registrazione integrale. Citando da “MARIELE” di Padre Berardo Rossi, “Nel 1973 lo Zecchino d’Oro affrontò una crisi gravissima. Ne fu decisa dalla RAI la radiazione dai programmi televisivi, contestualmente all’abolizione di programmi similari (festivals canori, ecc.)”.  Il provvedimento fu applicato, infatti, anche ad altre manifestazioni canore, quali il Festival di Sanremo, del quale, nel 1973, venne trasmessa, come nel caso dello Zecchino d’Oro, soltanto la serata finale: nella bibliografia, non è stato possibile reperire le ragioni di tale decisione, non si esclude, tuttavia, che il fine fosse quello di evitare lo slittamento del programma di grandissimo successo Rischiatutto (1). Tale situazione perdurò fino al 1981, anno in cui la RAI riprese a trasmettere in diretta i tre spettacoli completi. La decisione è da ricondurre all’avvento delle televisioni private, alle quali, se la RAI non avesse ripristinato la ripresa televisiva integrale, l’Antoniano si sarebbe, probabilmente, rivolto.
Nell’edizione 1973, è da segnalare anche l’uscita di scena dell’Orchestra (i bambini cominciarono a cantare su basi preregistrate) e della figura del Mago Zurli. Il conduttore, Cino Tortorella, smise, infatti, di presentarsi in scena in costume da mago, ripiegando su abiti civili. Infine, un ulteriore cambiamento (mantenuto, tuttavia, per due sole edizioni), si registrò anche nella selezione delle canzoni. I brani arrivati (trecentotrentanove nel 1973, trecentosessantaquattro nel 1974) furono ascoltati e giudicati non da una, bensì da due commissioni. La prima commissione, composta da Mariele Ventre, Cino Tortorella, alcuni bambini e, in linea generale, da non addetti ai lavori, formò una rosa di circa trenta canzoni, dalla quale la seconda commissione, di stampo essenzialmente tecnico, composta da otto tra giornalisti, musicisti, critici musicali e presentatori, selezionò le dodici ammesse alla fase finale.

Marzo 1976: la “svolta internazionale”

A partire dall’edizione 1976, lo Zecchino d’Oro divenne internazionale: il concorso fu aperto a canzoni per l’infanzia provenienti per metà dall’Italia, per metà dall’estero. Iniziò, contemporaneamente, anche il patrocinio della manifestazione da parte dell’Unicef (2), per il quale lo Zecchino d’Oro divenne strumento di promozione nel mondo.

Le prime sette nazioni estere che parteciparono alla rassegna “furono scelte col criterio di dare allo Zecchino d’Oro la caratteristica internazionale più estesa e significativa’’ (da “LO ZECCHINO D’ORO – UNA STORIA DI 40 ANNI”): Francia, Giappone, Inghilterra, Iugoslavia, Olanda, Unione Sovietica , Venezuela. I criteri di scelta delle canzoni straniere differirono da quelli delle canzoni italiane (concorso e selezione): furono reperite, infatti, all’interno della produzione musicale per l’infanzia dei differenti Paesi. Nella prima edizione internazionale, contrariamente a quanto sarebbe frequentemente avvenuto nelle successive, sono assenti canzoni “tradizionali”, espressione della musica popolare delle nazioni partecipanti, tradotte e rielaborate da musicisti e parolieri italiani. Va ricordato, inoltre, che anche le canzoni straniere sono eseguite in italiano, eccezion fatta per una strofa, mantenuta in lingua originale. Contemporaneamente, si pose il problema dei solisti stranieri: Mariele Ventre riuscì a reperire soprattutto bambini nati da genitori stranieri, ma residenti in Italia, per lo più vicini ad ambienti diplomatici italiani.
Il 17 marzo 1976 ebbe, quindi, inizio, il diciottesimo Zecchino d’Oro con lo slogan “Canzoni da tutto il mondo per i bambini di tutto il mondo”’ – “Chansons du monde entier pour tous les enfants du monde ” – “Songs from all over thè world for all thè children in thè world” e la sigla “Ciao amico” (di Capelli – Cadile – F. e M. Reitano), il cui tema musicale ricordava il Te Deum di Charpentier, più noto come sigla dell ’Eurovisione.

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Solisti allo Zecchino d’Oro 1976

Novembre 1976

Nel 1976, le edizioni dello Zecchino d’Oro furono due: una in primavera (17, 18, 19 marzo) e una in autunno (25, 26, 27 novembre). Fino alla terza edizione, lo Zecchino d’Oro era stato trasmesso in autunno, nel 1962, l’Antoniano stabilì di organizzarlo, invece, in marzo, con l’intento di collegarlo alla Festa di San Giuseppe. La decisione di ripristinare l’antica collocazione autunnale fu presa a causa della soppressione di tale festività e dell’eccessiva vicinanza del periodo primaverile alle vacanze estive scolastiche (con conseguente scarsità di tempo, da parte degli educatori, per insegnare le nuove canzoni ai ragazzi).
L’anticipo della data, che, sostanzialmente, dimezzò il tempo disponibile per l’organizzazione, rese impossibile la scelta delle canzoni italiane tramite il consueto sistema di concorso e commissione selezionatrice, fu, perciò, l’Antoniano stesso a commissionare canzoni ai più noti autori italiani e, causa esiguo numero di adesioni, a rimettere in gara alcuni brani scartati nell’edizione precedente. La RAI trasmise la terza giornata del concorso e, il 26 novembre, Zecchino Anteprima, trasmissione in chiave giornalistica, presentata da Romano Battaglia, con interventi di Cino Tortorella, Mariele Ventre, Padre Berardo Rossi e Arnoldo Farina dell’Unicef.


(1) Da Enciclopedia della Musica leggera italiana da Volare ai giorni nostri (Casamassima, Fares, Pollini, 2005)
(2) Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia
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