LA STORIA DELLO ZECCHINO D'ORO: GLI ANNI OTTANTA

LA STORIA DELLO ZECCHINO D'ORO: GLI ANNI OTTANTA

LA TESI INTERATTIVA DI LEVIA MESSINA – GLI ANNI OTTANTA

Come già sottolineato precedentemente, l’edizione 1981 vide il ritorno, da parte della RAI, alla ripresa e alla diffusione integrale dei tre spettacoli dello Zecchino d’Oro: trasmissioni nazionali per le prime due giornate (19 e 20 novembre), Euro-Intervisione per la finale. Non è da escludere che la RAI abbia deciso di ristabilire la diffusione completa per scongiurare il rischio che l’Antoniano si rivolgesse a un’emittente privata. Tali canali, infatti, che avevano conosciuto un vero e proprio proliferare, dalla metà degli anni Settanta (Telemilano, dal 1980 Canale 5, cominciò le sue trasmissioni nel 1978), avevano cominciato a interessarsi allo Zecchino d’Oro, riprendendo le canzoni presentate dopo la RAI e mandandole successivamente in onda. Canale 5, per esempio, trasmise con notevole frequenza, nel periodo compreso tra lo Zecchino d’Oro e le Feste Natalizie, i brani dell’edizione 1981, nonché, nello stesso anno, un concerto di Natale eseguito dal Piccolo Coro dell’Antoniano. La collaborazione tra l’Antoniano e Canale 5 si mantenne per tutto il decennio, tramite l’incisione, da parte del Piccolo Coro, di due album contenenti le sigle dei disegni animati trasmessi nel corso del contenitore pomeridiano per ragazzi Bim Bum Bam.

L’edizione 1983 fu la prima, invece, a prevedere un elemento di sponsorizzazione. Nei titoli di testa, apparve la scritta: “l’Antoniano, la RAI, la Santa Rosa presentano ventiseiesimo Zecchino d’Oro (sic) ” La promozione delle confetture Santa Rosa ebbe spazio anche durante i tre spettacoli.

Per l’edizione 1987, la trentesima, la scelta delle canzoni italiane fu effettuata, come undici anni prima, non tramite concorso e selezione, bensì tramite invito a cantautori italiani (modalità che sarà utilizzata anche per l’edizione 1990 ): l’adesione all’iniziativa, tuttavia, risultò scarsa e soltanto quattro brani su sei furono reperiti secondo tale metodo: Oh Mama Papà di Toto Cutugno, Annibaie del duo I Righeira, formato da Stefano Righi e Stefano Rota, Il mio grande papà, di Riccardo Fogli e Canzone amica di Enzo Ghinazzi (in arte Pupo). Per i rimanenti due brani, l’Antoniano si rivolse a Franco Maresca, Mario Pagano e Sandro luminelli, autori di numerosi pezzi nel corso delle diverse edizioni.

L’edizione 1989 presentò un elemento estremamente innovativo nella storia dello Zecchino d’Oro: per la prima volta, infatti, si registrò la presenza di due conduttori, essendo Cino Tortorella affiancato da Maria Teresa Ruta, conduttrice televisiva di trasmissioni sportive. Per comprendere la portata di tale cambiamento, occorre pensare al fatto che Cino Tortorella aveva rappresentato, fino a quel momento, l’emblema dello Zecchino d’Oro, entrando, così, anche nel Guinness dei Primati, in qualità di personaggio legato, per il maggior numero di anni, alla medesima trasmissione. E Tortorella era stato conduttore unico, fino al 1989. A partire da quell’anno, tuttavia, non si registrerà più alcuna edizione condotta da un singolo presentatore (vedi scheda monografica).

Cino
Cino Tortorella, nel 1968, con Barbara Ferigo, interprete di 44 gatti.

 

 

LA CONDUZIONE DELLO ZECCHINO D’ORO

Dall’edizione 1959, all’edizione 1989, per trent’anni esatti (nonostante l’edizione 1989 fosse la trentaduesima), Cino Tortorella, diplomato alla Scuola di Recitazione e Mimo del Piccolo Teatro di Milano, fu il solo presentatore dello Zecchino d’Oro (organizzandone anche le prime edizioni e scrivendone i testi), fino al 1973, nei panni del Mago Zurli, successivamente, in borghese. Nel 1989, spiegano Elisabetta Perugini e Carla Boriani della Segreteria dell’Antoniano, gli organizzatori della manifestazione ritennero opportuno affiancare a Tortorella altri conduttori, nel caso, negli anni a venire, il conduttore non avesse più voluto o potuto proseguire la conduzione, al fine di abituare i telespettatori a figure diverse. Dal 1989 al 1994, lo Zecchino d’Oro fu condotto da Tortorella, affiancato da Maria Teresa Ruta, conduttrice televisiva di programmi sportivi. L’edizione 1995 vide come conduttori Tortorella, Mauro Serio ed Elisabetta Ferracini, già presentatori della trasmissione di Rai Uno per ragazzi Solletico. La nuova particolarità era l’assenza di un conduttore principale. Se, fino alla precedente edizione, Tortorella risultava essere il presentatore, relegando Maria Teresa Ruta a un ruolo da “valletta”, con funzioni ausiliarie (accompagnare i bambini ai microfoni, consegnare le buste con i risultati ecc.) e decorative, Serio e Ferracini si divisero equamente i compiti con Tortorella., presentando una canzone a testa. Dall’edizione 1997, è possibile notare la (discutibile) comparsa, nell’ambito della conduzione, di personaggi del tutto estranei alla televisione dei ragazzi. Lo Zecchino d’Oro fu, infatti, condotto da Tortorella con:

•          1997: Anna Falchi e Giancarlo Magalli

•          1998- 1999-2000: Cristina d’Avena (cantante di musica per bambini ed ex                          interprete allo Zecchino d’Oro e al Piccolo Coro dell’Antoniano), Milly Carlucci e              Giorgio Comaschi (attore comico)

•          2001: Ettore Bassi (conduttore della trasmissione di Rai Uno per Ragazzi La                      Banda dello Zecchino, prodotta dall’Antoniano) e Monica Leofreddi (conduttrice              Rai)

•          2002: Cristina d’Avena e Ilaria Spada (soubrette proveniente dal concorso di Miss            Italia,)

•          2003: Heather Parisi (soubrette e ballerina) e Roberto Ciufoli (comico)

•          2004: Cristina Chiabotto (Miss Italia 2004) e Roberto Ciufoli

•          2005: Tosca D’Aquino (attrice comica) e Anna Munafò (seconda classificata al                  concorso di Miss Italia, edizione 2005 ).

Eccezion fatta per Cristina d’Avena ed Ettore Bassi, si tratta di persone estranee alla televisione dei ragazzi, la cui scelta (operata dall’Antoniano e dalla Rai) appare inspiegabile e sconcertante. Tale decisione potrebbe apparire come una sorta di adeguamento ai tempi da parte dell’Antoniano. Come spiegato più approfonditamente nella sezione dedicata all’analisi degli indici di ascolto, negli anni Novanta si registrò un costante e progressivo calo negli ascolti della trasmissione. La scelta di affiancare ogni anno persone diverse a Cino Tortorella può essere letta, alla luce di questo dato, come una sorta di ricerca della formula giusta che consentisse di rialzare /’audience, portando allo Zecchino d’Oro personaggi estremamente popolari (per non dire nazional­popolari) di forte richiamo per un’ampia fascia di pubblico, la cui fama non risultasse limitata alla nicchia dei poco conosciuti presentatori di trasmissioni per l’infanzia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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