LA STORIA DELLO ZECCHINO D'ORO: CARATTERISTICHE DELLE CANZONI E TEMI PROPOSTI – 2

LA STORIA DELLO ZECCHINO D'ORO: CARATTERISTICHE DELLE CANZONI E TEMI PROPOSTI – 2

LA TESI INTERATTIVA DI LEVIA MESSINA
CARATTERISTICHE DELLE CANZONI E TEMI PROPOSTI – 2

Da un punto di vista musicale, non è possibile collocare le canzoni dello Zecchino d’Oro in un particolare genere, essendo ogni brano caratterizzato da uno stile musicale differente

(in particolare per quanto riguarda le canzoni estere, cfr. scheda monografica); Valzer ( I castelli di Brisighella,1977; Il Valzer della Polenta, 1983), Tango (Volevo un gatto nero, 1969; Tango, mago Tango), Lambada {Io darei non so che, 1989), Samba (Samba della mia terra, 1977; Questo Samba, 1992), Rock and roll (La vera storia di Rock&Roll), Hard Rock (Il Rock della K, 2000), Rap (Un giallo in una mano, 1992; Scuola Rap, 1994), Dance (Il mio nonno è un dj, 2004) e ritmi etnici dei diversi Paesi partecipanti.

LE CANZONI ESTERE

I temi affrontati nei brani provenienti dall’estero non risultano sostanzialmente dissimili da quelli presenti nelle canzoni italiane: la pace, il rispetto per l’ambiente e gli animali, i legami familiari, il gioco, l’amicizia. Sussistono, al tempo stesso, alcune differenze. Un cospicuo numero di brani, infatti, parla, in modo specifico, del Paese di origine, in tono più o meno enfatici e nostalgici.

•          “Che voglia di tornare a San Francisco, che è la mia città” (da San Francisco, Usa, 1979)

•          “Terra mia, Dio ti salvi, che tutto il mondo viva, il mondo viva insieme a te, il mondo viva insieme a te… ” (da Terra mia, Pakistan, 1979)

•          “Cipro di azzurro e nostalgia, Mediterraneo, anima mia! Grecia e Venezia Catalana, Cipro di canzoni… ’’ (da Cipro, Cipro, 1994)

E opportuno sottolineare come molte canzoni straniere non siano composte da autori locali appositamente per lo Zecchino d’Oro, bensì siano brani tradizionali del folklore nazionale, per l’occasione tradotti e rielaborati. Di conseguenza, sono frequenti i brani incentrati su leggende e tradizioni popolari.

•          “L’erba dov’è? La capra la trova da sé. L’ombra dov’è? La capra la trova da sé? L’acqua dov’è? La capra la trova da sé…Magunda, muoviti! Magunda, eh! Magunda, oh!” (da Magunda, Uganda, 1981)

•          “C’era una canzone di pace, c’era la canzone della vita, suona suona Balalaika” (da Balalaika, Russia, 1993)

•          “Nel mare dell’estremo nord c’è un’isoletta che nasconde sotto il ghiaccio tanto fuoco dentro sé. Da ogni monte che c’è lì, senti un coro, notte e dì, son le voci dei folletti che ci cantano così” (da I folletti d’Islanda, Islanda, 1994)

•          “Anche noi danzeremo, tutti insieme al coccodrillo, salteremo e rideremo, tra le rane e le banane…” (da Vieni nel mio villaggio, Papua Nuova Guinea, 2001)

Anche dal punto di vista musicale, è frequente che i brani stranieri propongano generi tradizionali locali, come il Syrtaki greco (Dai, dai, balla il Syrtaki, 1977), la Mazurca polacca (La Mazurca della mela Annurca, 1984), il Tango argentino (Tango matto, 1993), lo Spiritual afroamericano (Le barche della bontà, 1992).

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