44 GATTI NERI con Claudio Simonetti

44 GATTI NERI con Claudio Simonetti

Il 9 agosto presso la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto si è svolto il  IX San Benedetto Film Festival, organizzato dall’associazione Serpente Aureo. Ospiti d’onore: Luigi Cozzi e Claudio Simonetti, intervistati sulla musica nel cinema di genere dal professor Enrico Le Pera e dalla presentatrice Antonella Ciocca. 

 

Capita a volte che gli incontri più interessanti nascano per puro caso. È successo una sera alla Palazzina Azzurra, durante il San Benedetto International Film Festival, quando mi sono imbattuta in un evento che non avevo programmato e in un ospite che non mi aspettavo: il musicista Claudio Simonetti.
Sul palco, intervistato dal Prof. Enrico Le Pera e da Antonella Ciocca, ha catturato subito la mia attenzione. Non solo per la sua storia, ma per il modo in cui la raccontava: diretto, appassionato, con quel tocco di ironia che rende ogni aneddoto vivo.
A fine serata, decido di avvicinarlo per proporgli una breve intervista. La mia prima domanda è quasi giocosa: “Ha qualche ricordo legato allo Zecchino d’Oro?”. Lui sorride, scuote la testa e mi spiega che, essendo nato e cresciuto in Brasile, quel programma non faceva parte del suo immaginario infantile. Prendo la risposta come un invito a deviare dal copione e trasformare l’incontro in qualcosa di diverso.
Un piccolo imprevisto — un dolore improvviso — lo costringe però a rimandare l’intervista alla sera successiva, dopo il suo concerto. In realtà, si rivela un vantaggio: ho tempo di ripensare e affinare le domande, immaginando un dialogo che possa davvero mettere in relazione due universi apparentemente lontani.
E così accade. La seconda sera. L’incontro scorre tra scambi di conoscenza, momenti di leggerezza e intensità, fino a risate fragorose. Scopro una persona non solo generosa nel racconto, ma anche curiosa, profonda e capace di spiazzare con battute fulminanti. Sullo sfondo, nella sala, un’opera di Paolo Consorti dedicata a San Benedetto Martire — una mostra che, senza che lo sapessimo, dialogava perfettamente con noi, mescolando sacro e pop, tradizione e contemporaneità.

Il nostro scambio si conclude con un piccolo esperimento creativo: un video che ho intitolato Lo Zecchino Rosso, un gioco di contrasti che mescola due generi diversi con ironia, come a suggellare l’incontro tra le nostre visioni artistiche.

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