La storia di Francesco Armellin

La storia di Francesco Armellin

 

Ciao a tutti!
Da appassionato e ora anche da diretto interessato, l’idea di condividere la passione per un luogo così importante, così caloroso, così… particolare, non mi vengono altre parole per descriverlo, suona come la musica che si respira al suo interno.
Mi chiamo Francesco, sto per finire i miei studi universitari e sono, da che ne ho memoria, un fan dello Zecchino. Certo, gli anni dell’adolescenza mi avevano allontanato per un po’ ma solo per tornare ancora più convinto sui miei passi quando, ancora sedicenne, ho cominciato ad aiutare nella gestione di un piccolo coro di bimbi parrocchiale, che ho poi diretto per alcuni anni prima di passare ad occuparmi dei più grandi.
In realtà, l’occuparmi di bambini, nel canto così come in altre attività formative, era per me una ‘scusa’ per ascoltare senza sosta le canzoni dello Zecchino e tutto il repertorio del Piccolo Coro, privilegiando ovviamente le canzoni della mia infanzia, da “L’Amore è il più grande motore” a “Scuola Rap”, da “Metti la canottiera” fino a “Goccia dopo goccia”.
Grazie all’università, dicevo, ora mi occupo di Zecchino dall’interno. Ho infatti avuto l’enorme fortuna di seguire la realizzazione del 58° Zecchino d’Oro come tirocinante del direttore di produzione, grazie al quale ho assistito e dato il mio contributo nella realizzazione degli spot per la solidarietà, dei video delle canzoni e soprattutto del bellissimo progetto legato a “Il Segreto (per Mariele)”, per cui la condivisione di forze tra Piccolo Coro, Verdi Note e la grandissima Cristina d’Avena è stata bellissima e fondamentale.
Ma la soddisfazione più grande è arrivata proprio nell’anno appena finito, quando proprio il direttore di produzione mi ha coinvolto attivamente come ispettore di studio e così, per quanto questo ruolo tenga impegnati solo nei giorni appena antecedenti la trasmissione oltre ovviamente a quelli delle dirette, ho respirato a pieni polmoni l’aria del 59° Zecchino. Ed è stato magnifico. L’ambiente dell’Antoniano, così grande ma così perfettamente oliato da anni di assestamenti ed esperienze è lavorativamente stimolante, ognuno opera nel suo ‘piccolo’ con professionalità, pazienza e impegno, così che anche tutti i collaboratori RAI che ci raggiungono per la messa in onda non si stupiscono più delle enormi differenze che questo autonomo centro di produzione ha con qualsiasi altro studio televisivo; e poi i genitori, del coro e dei solisti, gli ospiti anche di grande calibro, tutto si muove in una specie di campana di vetro che rende l’aria sempre tranquilla e perfetta per riparare senza nervosismi anche agli errori che inevitabilmente accadono durante una diretta.
E non mi si fraintenda quando dico campana di vetro, perché l’Antoniano è e rimarrà sempre attento e attivo nel campo della solidarietà, dell’apertura verso le persone in difficoltà, forse il vero punto di forza dello Zecchino.
Un grazie immenso a tutti coloro che hanno lavorato, lavorano e lavoreranno perché questo pezzo di storia non vada mai perduto o dimenticato e perché possa sempre portare il suo messaggio di solidarietà e di valori declinati a misura di bambino a tutte le nuove generazioni. E fino a quando potrò portare il mio contributo, da attivo collaboratore o da semplice fan, io farò il mio.